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"Prosciuttifici e allevatori in affanno: decine di imprese a rischio chiusura"

La denuncia della Cia: "Le quotazioni dei suini da gennaio a oggi hanno subito cali di oltre un terzo, si tratta di un cedimento verticale che costringe i produttori a lavorare 'in perdita"

Decine di imprese a rischio chiusura a causa del crollo del prezzo dei suini, in particolare quelli destinati alla produzione del prosciutto. A lanciare l'allarme e' Cia Emilia-Romagna. "Le eccellenze del nostro territorio sono minacciate da una pesante crisi che si estende da mesi e che ora e' aggravata dall'emergenza coronavirus. In ginocchio numerose aziende agricole che lavorano per le Dop, in testa quelle che allevano i suini per il Prosciutto di Parma. La Regione ha compreso il pericolo e si e' subito mobilitata: ora tocca al Governo fare tutto il possibile per mettere in campo congrui aiuti, prima che sia troppo tardi", ammonisce Antenore Cervi, vicepresidente dell'associazione agricola regionale. "Le quotazioni dei suini da gennaio a oggi hanno subito cali di oltre un terzo, si tratta di un cedimento verticale che costringe i produttori a lavorare 'in perdita'. Negli allevamenti all'ingrasso c'e' chi sta sospendendo il ritiro dei suinetti, qualcuno ha fermato la fecondazione delle scrofe", spiega Cervi. "Il crollo e' dovuto al 'collo di bottiglia' dei prosciutti che, non trovando una collocazione sul mercato, rallenta l'intera filiera. Per quanto riguarda la carne fresca, i consumi sono rimasti stabili e le quotazioni sufficienti. Ma non e' cosi' per i prosciutti", sottolinea il vicepresidente regionale della Cia. Ad essere in difficolta' sono proprio i prosciuttifici.

"Le cosce rimangono ferme negli stabilimenti, non c'e' sufficiente ricambio negli spazi di stagionatura e si tratta comunque di prodotti acquistati un anno fa a prezzi sicuramente piu' alti degli attuali. La situazione viene subita ancor piu' dai consumatori che non hanno visto calare il prezzo nei negozi, mentre gli allevatori sono costretti a svendere i suini nelle stalle", fa notare Cervi sollecitando provvedimenti di filiera: "Sono anni che diciamo che il prosciutto va programmato fin dall'allevamento e non solo nei prosciuttifici: va valorizzata tutta la carne del suino nato e allevato in Italia secondo il disciplinare. I nostri ripetuti appelli sono stati ignorati: ora si vedono i risultati". In Emilia-Romagna vengono allevati mediamente 1 milione e 200.000 suini, mentre per la produzione di Parmigiano Reggiano contribuiscono 3.800 allevamenti nel distretto che conta 330 caseifici.

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