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Protesta degli studenti di Medicina, la replica dell'Università: "Ecco cosa abbiamo fatto"

La nota dell'Ateneo di Parma dopo il nostro articolo

L'Università degli Studi di Parma replica dopo la protesta di alcuni studenti di Medicina in merito all'accesso ai reparti e alla gestione dell'emergenza Covid-19.

"In merito all’articolo pubblicato da Parma Today il 30 gennaio scorso intitolato “Medicina, la protesta degli studenti: Quando torneremo nei reparti ospedalieri?”, si ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti finalizzati ad una corretta informazione, a beneficio degli stessi studenti interessati.

Dall’inizio della emergenza sanitaria Covid-19, è stata necessariamente modificata la modalità di erogazione delle attività didattiche e delle verifiche di apprendimento, nel pieno rispetto dei vari DPCM e delle normative regionali, ma senza prevedere alcuna sospensione. Parallelamente, è proseguito il costante confronto con le altre Sedi universitarie, attraverso la Conferenza permanente dei Presidenti di Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, organo di coordinamento nazionale, così come è stato continuo il confronto ed il rapporto dialettico con i Rappresentanti degli Studenti.

In particolare, i Docenti del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, superata la prima fase di lock-down nella primavera 2020, durante la quale era solamente permesso svolgere attività formative in modalità telematica, a partire dall’inizio dell’anno accademico in corso e sino a quando la normativa nazionale lo ha permesso, hanno effettuato le lezioni in modalità “mista”, ovvero con presenza contingentata degli Studenti nelle aule e trasmissione sincrona in modalità telematica, garantendo la possibilità di frequenza a distanza in tempo reale. Alla fine del 2020 le attività in modalità “mista” sono poi proseguite nei primi anni dei vari Corsi di Laurea, conformemente al DPCM e conseguentemente all’aggravarsi della situazione sanitaria.

Allo stesso tempo, sin dallo scorso mese di maggio, è stato autorizzato l’accesso ai locali universitari agli Studenti impegnati nell’elaborazione delle Tesi di laurea e nelle attività laboratoriali, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e sotto la diretta responsabilità dei Docenti.

Per quanto riguarda i Tirocini previsti nel Piano formativo del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, il cui svolgimento in presenza è condizionato all’accesso di locali e reparti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria riservati alle attività assistenziali (che hanno, come ovvio, l’assoluta priorità), è sempre stato garantito lo svolgimento di quelli necessari al completamento del percorso degli studi, e quindi al conseguimento del titolo finale, nel pieno rispetto delle norme nazionali. Ciò ha permesso, attraverso anche l’organizzazione di sedute di Laurea straordinarie, di laureare 260 studenti in Medicina nell’anno solare 2020.

Non appena è stato possibile, sono anche ripresi i Tirocini abilitanti in presenza, sia nelle strutture Ospedaliere che presso gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale. È importante rilevare che, attualmente, gli unici Tirocini abilitanti svolti in modalità telematica sono riconducibili ad una specifica richiesta di Studenti, i quali, per motivi personali o perché sottoposti a quarantena o isolamento fiduciario per Covid, non possono garantire la presenza; anche tali studenti, pertanto, potranno concludere il loro percorso formativo senza ritardi.

Pertanto, nonostante le difficoltà, è stata assicurata la continuità sia dei percorsi formativi sia dei servizi offerti agli studenti, coerentemente con l’impegno e la responsabilità che l’Ateneo si assume nell’accogliere ciascuno studente.

Indubbiamente sarebbe stato meno gravoso prevedere un’unica modalità organizzativa con tutti gli Studenti in presenza, scelta che, oltre che illegittima, non avrebbe corrisposto all’intento di facilitare il percorso formativo degli Studenti, attraverso il loro attivo coinvolgimento nelle scelte, didattiche ed organizzative.

L’organizzazione dei Tirocini è oggettivamente complessa e articolata anche in condizioni ordinarie e indubbiamente lo scenario è stato aggravato dall’emergenza sanitaria; nel caso specifico, la diffusione di informazioni parziali e temporanee inerenti questioni non definite, rischia di alimentare preoccupazioni e originare momenti di incertezza.

Del resto, tale situazione è comune a tutte le Sedi universitarie, come si evince dai risultati del costante monitoraggio della Conferenza nazionale dei Presidenti di Medicina e Chirurgia, indipendentemente da evidenze circostanziali, episodiche e non controllate.

Inoltre, unico tra le Università regionali, l’Ateneo di Parma ha attivato autonomamente un servizio di test sierologici aperto agli Studenti di Medicina che devono svolgere i Tirocini, associati, nei casi previsti, all’esame molecolare presso il Laboratorio di Igiene del Dipartimento.

Per quanto riguarda le vaccinazioni anti-Covid-19, il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, in accordo con gli Organi di Ateneo, ha prontamente avviato, all’inizio dell’anno, un’interlocuzione con la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria che ha portato, proprio in questi giorni, alla stipula di un accordo che consente a tutti gli Studenti in procinto di iniziare Tirocini abilitanti e/o a raccogliere dati per l’elaborazione della Tesi, di accedere alla vaccinazione entro la fine di febbraio, in modo che l’accesso alle strutture sanitarie possa avvenire in condizioni di sicurezza per i pazienti, gli operatori e gli Studenti stessi. A seguire, verrà predisposto un piano vaccinale che terrà conto delle disposizioni regionali/nazionali e delle esigenze formative.

L’auspicio di tutti, e in particolare dei Docenti del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e del Dipartimento omonimo, è che sia possibile riprendere quanto prima la modalità ordinaria di svolgimento di tutte le forme di attività didattica. L’affermazione ad effetto, di cui non è peraltro dichiarata la fonte, che nella nostra Università sia possibile laurearsi in Medicina senza aver visto un paziente, risulta pertanto essere priva di fondamento, ledendo impropriamente l’immagine non solo dell’Università di Parma ma, ancor più, degli Studenti che conseguono la Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia presso la nostra Sede, i quali potranno proficuamente intraprendere il loro cammino professionale e/o completare il percorso formativo a livello specialistico". 

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