referendum di fusione tra colorno e torrile

AMO COLORNO: "Vince il NO. Ora si torni a lavorare per i paesi".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“...fu così che il matrimonio combinato saltò, e Colorno e Torrile rimasero amici per sempre.” Sembra il lieto finale di un libro. Di una storia che sembra, non aver appassionato molto i cittadini delle due comunità. Un referendum che arrivò prima dell’estate, d’improvviso come una saetta scagliata da Zeus. Una proposta di fusione tra due Comuni vicini geograficamente, ma molto distanti tra loro per le loro caratteristiche storico, economico, e culturali. Analizzando l’esito, nella giornata di ieri dopo poco meno di due mesi in cui i favorevoli al SI, hanno cercato di far capire ai cittadini i vantaggi della fusione; abbiamo potuto vedere con gli occhi il giusto riscontro di questa fretta. A Colorno, su oltre 8000 abitanti, i votanti al referendum sono stati 1087. A Torrile su oltre 7.700 abitanti i votanti sono stati 1515. Da questo primo dato, si è evinto il poco interesse delle due comunità per un argomento a loro sconosciuto o quasi. Un argomento delicato in grado di cambiare per sempre molti stili di vita amministrativi in primis, delle due comunità. Una scarsa partecipazione che avevamo previsto fin dall’inizio. Per coinvolgere davvero entrambi i paesi, sarebbe stato necessario un lungo percorso di informazione di ben più di pochi mesi. Potremmo pensare che a recarsi al voto, siano stati i più avvezzi ai social network, e i cittadini inseriti nel contesto politico del territorio. Altro dato significativo, è che se a Colorno vi è stato un grande equilibrio tra il SI ed il NO, con una manciata di voti in più a favore del SI; a Torrile vi è stato un vero e proprio exploit del NO. Un NO probabilmente dovuto al “timore” di poter essere inglobati da Colorno, diventando un “quartiere”, oppure di rifiuto verso i tanti problemi che Colorno sta vivendo, dopo i numerosi episodi dell’alluvione, del ponte chiuso, etc... Al termine di questo referendum ci chiediamo: “Ma era davvero necessario?...”. Non si poteva aspettare ancora qualche anno, lavorando allo scopo di spiegare bene la fusione? Lavorando al fine di preparare i 16.000 abitanti tra Colorno e Torrile a questo grande cambiamento?... Avevamo chiesto fin da subito di posticipare il referendum con la prossima amministrazione comunale, ma non siamo stati ascoltati. Ora qualcuno dovrà senza ombra di dubbio fare “mea culpa”... Ciò che speriamo noi adesso, è che nessuno trovi la scusante della mancanza di fondi per non risolvere i problemi del paese. Durante questa campagna referendaria, il fronte del SI e la maggioranza del comune di Colorno hanno con orgoglio sbandierato i bilanci comunali, dimostrando che essi sono in attivo. Il referendum è andato così. I cittadini hanno deciso. Quindi ora si può tornare a lavorare per i reali problemi del paese. Abbiamo forse perso una “grande opportunità”... ma un detto insegna. Chiusa una porta, si apre un portone. Il gruppo AMO COLORNO

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