referendum fusione tra colorno e torrile

Una campagna referendaria viziata sin dall'inizio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Siamo ormai a pochi giorni dal voto per il referendum sulla fusione tra Colorno e Torrile. La campagna referendaria volge ormai al termine, e mai elezioni sono state così viziate. A dire il vero si è capito dall’inizio, quando la proposta di “fusione” ci è caduta sulla testa d’improvviso quasi senza possibilità alcuna di replica. Una fretta e una necessità testimoniata immediatamente. Tra le tante situazioni che hanno “viziato” questo referendum a favore del SI, dobbiamo nostro malgrado citare l’esposizione del sindaco di Colorno, verso il SI. Il primo cittadino che avrebbe dovuto dimostrare imparzialità e soltanto invitare al voto, si è spudoratamente schierato con il comitato del SI alla fusione, parlando di fusione come “opportunità”. Altra situazione ingiusta è stata purtroppo evidenziata sulle bacheche del PD e del PSI, che non rispettando la legge, hanno apposto in bella vista manifesti a favore del SI, senza utilizzare gli appositi spazi autorizzati (plance comunali). Insomma un vero e proprio remare a favore del SI, da parte di quest’amministrazione, e del resto l’avevamo capito. Tristi sono stati gli episodi di vandalismo avvenuti a scapito dei manifesti posti sulle plance comunali, volti a favore del NO. Diversi manifesti sono stati strappati o deturpati; e allo stesso tempo bruttissimo e ingiusto è stato il gesto di qualcuno che ha visto bene di rimuovere dalle cassette pubblicitarie i nostri volantini a favore anch’essi del NO, strappandoli e buttandoli nella spazzatura. Tante sono state le ingiustizie di questa campagna referendaria “forzata”, che fortunatamente volge al termine, e che speriamo porti i cittadini di Colorno e Torrile alla consapevolezza che “quest’opportunità” è stata viziata e forzata da qualcuno per interesse. Non amiamo nasconderci dietro un dito, e preferiamo dire ciò che abbiamo vissuto. IL GRUPPO AMO COLORNO

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