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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Rimossi i depositi dei materiali di risulta a Marano

Accumulati dal 2006 e collegati all'esecuzione dei lavori della cassa di espansione del torrente Parma

Sono terminate le operazioni di rimozione dei cumuli di terreno di risulta legati alla costruzione della cassa di espansione del torrente Parma, presenti nella località di Marano dal 2006. Dopo 16 anni, viene così messa la parola fine all’annoso problema del deposito del materiale proveniente dallo scavo eseguito in alveo del torrente Parma per la realizzazione della cassa d’espansione, che è stato ricollocato in gran parte in aree di cava.

Tale materiale, con una procedura condivisa ed approvata da Arpae, è stato analizzato e successivamente vagliato per separare la parte di terra da quella consistente in rifiuti, non pericolosi. 

Soddisfazione è stata espressa dall'assessora alle Politiche di sostenibilità ambientale di Parma, Tiziana Benassi, che ha dichiarato: “Il terreno è stato sottoposto ad un’accurata selezione in modo da utilizzare esclusivamente materiale terroso per il riempimento dei vuoti di cava, mentre i residui sono stati inviati a smaltimento per una piccola percentuale. Per i residui, circa l’1% del totale del deposito, è stata avviata la procedura per lo smaltimento ed il recupero secondo le caratteristiche analizzate. L’ambiente ed il paesaggio ne hanno tratto beneficio e l’area è stata ripristinata alle condizioni precedenti permettendo finalmente la percezione del manufatto della cassa d’espansione e dell’ambiente naturale circostante, prima oscurati”.  

"Con questo intervento di bonifica ambientale si chiude il percorso di realizzazione della Cassa d'Espansione del torrente Parma. Un'opera fondamentale per la sicurezza della nostra città e che finalmente vede, anche grazie all'impegno dell'Amministrazione Comunale, della Regione e di AIPo un coronamento positivo" ha commentato Michele Alinovi, assessore alle Politiche di Pianificazione e Sviluppo del Territorio e delle Opere Pubbliche. La rimozione dei cumuli, realizzata dal Comune di Parma, è stata finanziata da AIPo attraverso accordi presi ai tempi della loro formazione, nel 2004 e 2005 (circa 2 milioni i fondi per l'ultima e decisiva fase delle operazioni, realizzata dal 2016 al 2021). 

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