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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Rissa alla stazione di Fidenza, Rainieri: "Militari sui treni e nelle stazioni"

"Il segnale della battaglia di Fidenza è che la situazione rischia di degenerare, per cui le istituzioni del territorio, a partire dalla Regione, dovrebbero sostenere interventi più energici"

“Accolgo l’appello del Sindaco Massari sulla necessità di aumentare il personale che presidia la sicurezza nelle stazioni e sui treni con la proposta di estendere l’operazione “Strade sicure” a bordo dei treni e negli scali più importanti”. È quanto propone il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, rispondendo all’intervento che il Sindaco di Fidenza Andrea Massari ha fatto a seguito della grande rissa scatenatasi la sera di sabato scorso presso la stazione di Fidenza con protagoniste bande di extracomunitari che si erano spostate per mezzo dei convogli ferroviari.

“È assolutamente vero che le forze dell’ordine statali, seppure con l’aiuto della polizia locale non siano in grado di garantire adeguata sicurezza nelle stazioni e sui treni, sempre più frequentati, specie negli orari serali e notturni, da delinquenti o comunque clandestini che vivono nell’illegalità – ha proseguito il Consigliere regionale leghista – Se poi la polizia locale non fa nemmeno l’orario notturno, come a Parma, la situazione diviene ancora più pericolosa. C’è quindi assolutamente bisogno di fare qualcosa di più di quanto si è fatto fino ad oggi. In Lombardia, ad esempio, proprio per garantire maggiore presenza di personale addetto alla sicurezza pubblica, nel 2017 la Regione ha previsto, grazie a propri fondi, la gratuità del trasporto, oltre che del personale delle forze dell’ordine, come stabilito da legge dello Stato, anche per i militari che avvisano della loro presenza il controllore. Tale proposta portata da noi della Lega in Emilia-Romagna, fu invece bocciata dal PD in Assemblea regionale. Comunque, il segnale della battaglia di Fidenza è che la situazione rischia di degenerare, per cui le istituzioni del territorio, a partire dalla Regione, dovrebbero sostenere interventi più energici. Uno dei primi, potrebbe essere quello di abbandonare quegli atteggiamenti antimilitaristici che hanno impedito di estendere gli ottimi risultati dei soldati che aiutavano le forze dell’ordine sulle strade di alcune città, ad altri luoghi e situazioni sensibili”.

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