sabato 23 marzo, assemblea avis provinciale parma, nuove importanti sfide a fronte di un grande immutato scopo sociale.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L’Assemblea annuale di A.V.I.S. Provinciale Parma chiama a raccolta tutti i rappresentanti delle sezioni territoriali in occasione della 61° Assemblea Provinciale di Parma che avrà luogo sabato, 23 marzo alle ore 14,30 presso l’Hotel Link 124 in via San Leonardo, 124 a Parma. Scopo dell’incontro, oltre agli aspetti burocratici, sarà quello di tracciare un bilancio dell’anno passato oltre a lanciare progettualità e tematiche da condividere ed esaminare con i delegati, rappresentanti del territorio provinciale. La volontà sarà innanzitutto quella di ribadire con forza lo scopo sociale dell’Associazione, presente nello Statuto,: “Avis ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue - intero o di una sua frazione - volontaria, periodica, associata, gratuita, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di civismo...”. E’ attraverso una rinnovata presa di coscienza di questo grande obiettivo che il Consiglio Direttivo proporrà all’Assemblea tematiche e progettualità, nuove sfide e criticità, anche attraverso una rilettura di quelli che sono i momenti di ordinaria amministrazione. Due i concetti che in Esecutivo ed in Direttivo Provinciale sono stati molto discussi nel passato anno e continueranno ad essere approfonditi e applicati nella vita associativa dell’organizzazione, la rete associativa e la solidarietà. Grandi le sfide future a partire dalle modifiche dello Statuto associativo che fa seguito alla riforma del Terzo Settore, un esercizio che non si può ricondurre al semplice aspetto normativo ma che distingue e qualifica i valori in cui l’Associazione si fonda. Esiste la difficoltà di integrare le giovani generazioni nei vecchi modelli associativi. “Come è cambiato il mondo giovanile? – così s’interroga il Presidente, dr. Roberto Pasini - “Non si può usare la nostra esperienza per leggere le esperienze dei giovani di oggi perché sono cambiati i paradigmi.” Quali allora le modalità di coinvolgimento dei giovani perché una delle sfide maggiori sarà rappresentata dal passaggio generazionale sia a livello di livelli dirigenziali che di donatori. Poi ancora i rapporti con le sezioni territoriali, quelle che hanno e quelle che non hanno un punto di raccolta del sangue. Un nuovo sistema organizzativo teso a dare efficienza e sicurezza all’insieme, dove nuove aggregazioni operative, promosse e sostenute dal Provinciale, rientrano in quei concetti di rete associativa e solidarietà, posti al centro delle tematiche assembleari.

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