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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Il sacerdote Giuseppe Beotti, ucciso dai nazisti nel 1944, sarà beato: salvò centinaia di ebrei

Fu un punto di riferimento della chiesa di Sidolo, frazione di Bardi, fino alla sua fucilazione da parte dei tedeschi

La Chiesa avrà un nuovo beato: il sacerdote Giuseppe Beotti, ucciso dai nazisti nel 1944, punto di riferimento della sua chiesa a Sidolo, una frazione del comune di Bardi, dove fu arrestato insieme ad un sacerdote e ad un seminarista. 

Papa Francesco, durante l’udienza al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha autorizzato la promulgazione del Decreto che ne riconosce il martirio. Don Beotti ospita e soccorre soldati in fuga, prigionieri fuggiti da guerre, perseguitati, un centinaio di ebrei che nasconde in casolari con l’aiuto dei parrocchiani. Di fronte al pericolo dei rastrellamenti e delle rappresaglie naziste non fugge, rimanendo un punto di riferimento nella sua chiesa a Sidolo, Viene arrestato e fucilato il 20 luglio 1944 insieme ad un sacerdote e ad un seminarista che con lui si erano rifugiati in chiesa

La vita di Don Giuseppe Beotti

Don Giuseppe Beotti nasce il 26 agosto 1912, quarto dei sei figli di Emilio Beotti e Ernesta Mori. Ammesso al Collegio Alberoni, il 2 aprile 1938 riceve l’ordinazione sacerdotale e celebra la prima messa a Gragnano la Domenica in Albis. Inviato a Borgonovo, vi trascorre 15 mesi, intensi a livello umano e pastorale. Viene trasferito a Sidolo di Bardi. Nel periodo della guerra si distingue per la sua indefessa carità verso partigiani, ebrei, soldati feriti. Il 20 luglio 1944 viene ucciso insieme a un chierico, Italo Subacchi, e a un sacerdote, Francesco Delnevo, che avevano trovato riparo presso di lui. Nel 1945 la salma viene traslata nel cimitero di Gragnano, dove ancora riposa. La memoria di don Beotti è rimasta viva. Nel luglio 1977 sul monte Penna gli fu assegnata la medaglia d’oro per l’opera caritativa svolta durante la guerra. Gragnano, Borgonovo e Piacenza gli hanno dedicato una via. La diocesi di Piacenza-Bobbio ha aperto il processo di beatificazione nel 2002.

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