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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Sanità e territorio, Fabi: "Ci preoccupa la situazione del Pronto Soccorso"

Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e commissario straordinario Azienda USL Parma a margine della tavola rotonda organizzata da Cgil: "Lo captiamo dalla qualità del lavoro, dalla pressione che viene esercitata"

Durante la tavola rotonda organizzata per fare il punto sulla situazione della sanità nel contesto provinciale e promossa da CGIL e FP CGIL Parma, con il convegno dal titolo 'Sanità e territorio: analisi e prospettiva', Massimo Fabi, direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e commissario straordinario Azienda USL Parma, non ha nascosto la preoccupazione per la situazione che c'è intorno al settore sanitario. Parma, così come l'Emilia Romagna, continua a essere un fiore all'occhiello per quanto riguarda le cure mediche, ma il problema del sotto finanziamento attanaglia anche le strutture dell'intera provincia, con ripercussioni importanti anche sul territorio. 

"Noi abbiamo davanti l’obiettivo di un’applicazione molto stringente rigorosa del decreto ministeriale 77 sulla riorganizzazione di tutta la sanità territoriale - spiega Fabi a margine della tavola rotonda - ma in questa fase del post COVID siamo impegnati a garantire i livelli di assistenza in tutti gli ambiti: da quell’ospedaliero a quello territoriale. E sappiamo benissimo che i punti di criticità sono legati anche al progressivo spopolamento di alcune funzioni critich:  pensiamo soprattutto al Pronto Soccorso dove noi viviamo un naturale, comprensibile abbandono di alcune funzioni. Il punto  è che se i medici continuano a essere pagati in questa maniera offrendo prestazioni molto più complesse e anche molto più responsabilizzante dal punto di vista della qualità tecnica dell’intervento, diciamo che assistiamo a un trattamento iniquo. E allora, anche come azienda, noi siamo impegnati a creare le condizioni perché con la realizzazione dei centri assistenziali per l’urgenza vi possa essere una detenzione delle attività dei nostri due Pronto Soccorso. Mi riferisco in particolare a Parma e a Fidenza. Questo è il tema centrale in questo momento, un tema per altro sollevato anche dalle sigle sindacali, giustamente. Altro tema centrale è il rapporto con i medici di medicina generale, per i quali vogliamo sfruttare proprio questo cambio generazionale che c’è all’interno della categoria professionale. Sfruttando bene anche la potenzialità innovativa che l’ingresso di giovani dottoresse sta dando al nostro sistema di cure primarie, su tutto il territorio. Peraltro, siamo impegnati nell’applicazione dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che stanno viaggiando secondo tempistiche".

Centrale, comunque, rimane il tema del sotto finanziamento. Si passerebbe dal 7% al 6,1%. "Una roba del genere non si era mai verificata nel nostro territorio - spiega Fabi a Radio Bruno -. Proprio in questo graduale processo, i medici di formazione specialistica all’interno delle scuole di specializzazioni e medicina d’urgenza sono i più danneggiati. Ci preoccupa molto anche la situazione del Pronto Soccorso. Proprio nella qualità del lavoro, nella pressione che viene esercitata. Da parte nostra abbiamo il dovere di rendere più efficiente il percorso di presa in carico da parte dei reparti di degenza ma, al tempo stesso, è tutto un sistema che deve muoversi in maniera più efficiente perché il Pronto Soccorso è proprio il nodo sul quale si concentrano le criticità e le inefficienze ancora presenti all’interno del nostro sistema: se non dicessimo questo non faremmo un intervento di onestà intellettuale. Lo vivono i cittadini che si recano ai vari Pronto Soccorso, ma lo capiamo benissimo anche attraverso i ritorni che abbiamo dagli operatori". 

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