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Martedì, 16 Aprile 2024
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Morti sul lavoro, i sindacati proclamano lo sciopero generale per giovedì 11 aprile

L'astensione sarà di 4 ore a fine turno per tutti i settori privati, 8 ore per i settori dell'edilizia, legno, laterizi, lapidei, cemento. Presidio davanti alla Prefettura di Parma alle ore 16.00

L'astensione sarà di 4 ore a fine turno per tutti i settori privati, 8 ore per i settori dell'edilizia, legno, laterizi, lapidei, cemento. Presidio davanti alla Prefettura di Parma alle ore 16.00. CGIL e UIL hanno proclamato uno sciopero generale per il prossimo giovedì 11 aprile. L'astensione dal lavoro sarà di 4 ore a fine turno per tutti i settori privati, tranne per i settori dell'edilizia, legno, laterizi, lapidei, cemento, che incroceranno le braccia per 8 ore. A Parma è previsto un presidio davanti alla Prefettura, in strada della Repubblica, 39, alle ore 16.00. Tutte le lavoratrici e i lavoratori sono invitati ad aderire e a partecipare alla mobilitazione.

GLI OBIETTIVI E LE RAGIONI DELLO SCIOPERO SONO:

1. ZERO MORTI SUL LAVORO

La salute e la sicurezza sul lavoro devono diventare un vincolo per poter esercitare l’attività d’impresa. • Cancellare le leggi che negli anni hanno reso il lavoro precario e frammentato. • Superare il subappalto a cascata e ripristinare la parità di trattamento economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli appalti pubblici e privati. • Rafforzare le attività di vigilanza e prevenzione incrementando le assunzioni nell’Ispettorato del Lavoro e nelle Aziende Sanitarie Locali. • Mai al lavoro senza un’adeguata formazione e diritto alla formazione continua per tutte le lavoratrici e i lavoratori. • Una vera patente a punti, per tutte le aziende e per tutti i settori, che blocchi le attività alle imprese che non rispettano le norme di sicurezza. • Diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di eleggere in tutti i luoghi di lavoro i propri Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. • Obbligo delle imprese ad applicare i CCNL firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative ed al rispetto delle norme sulla sicurezza; quali condizioni per poter accedere a finanziamenti/incentivi pubblici.

2. UNA GIUSTA RIFORMA FISCALE

Lavoratori dipendenti e Pensionati pagano oltre il 90% del gettito IRPEF, mentre intere categorie economiche continuano a non pagare fino al 70% delle imposte dovute. L’evasione complessiva continua ad essere pari a 90 miliardi all’anno. • La delega che il governo sta applicando invece di combattere l’evasione fiscale e contributiva introduce nuove sanatorie, condoni e concordati. Non tassa gli extraprofitti, favorisce le rendite finanziare e immobiliari, il lavoro autonomo benestante e le grandi ricchezze. Questa impostazione del governo va contrastata ed invertita: • È necessario ridurre la tassazione sul lavoro dipendente ed i pensionati, tassare le rendite e contrastare l’evasione; • Promuovere così un fisco progressivo abolendo la flat tax, estendendo la base imponibile dell’IRPEF a tutti i redditi; • Indicizzare all’inflazione reale le detrazioni da lavoro e da pensione e detassare gli aumenti contrattuali; • Occorre andare a prendere le risorse dove sono per finanziare sanità e istruzione, non autosufficienza, diritti sociali e investimenti pubblici.

3. UN NUOVO MODELLO SOCIALE E DI IMPRESA

Vogliamo rimettere al centro delle politiche economiche e sociali del governo e delle imprese il valore del lavoro a partire dal rinnovo dei CONTRATTI NAZIONALI e da una legge sulla rappresentanza, la centralità della salute e della persona, la qualità di un’occupazione stabile e non precaria, una seria riforma delle pensioni, il rilancio degli investimenti pubblici e privati per riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo e puntare alla piena e buona occupazione a partire dal Mezzogiorno.

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