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I giornalisti della Gazzetta di Parma in stato di agitazione: "Basta tagli al personale: previsti 5 giorni di sciopero"

Il comitato di redazione: "Abbiamo perso 14 persone in un decennio, compensate da quattro assunzioni solamente: siamo molto preoccupati per il nostro futuro lavorativo"

I giornalisti della Gazzetta di Parma sono in stato di agitazione. In una nota del Comitato di redazione si legge infatti che "l'Assemblea dei redattori ha affidato al Comitato di redazione un pacchetto di cinque giorni di sciopero per tutelare il presente e il futuro del giornale, che è patrimonio della città". In particolate i lavoratori sottolineano alcuni punti, giudicati come critici.

"La redazione - si legge nel testo -  ha perso 14 persone in un decennio, compensate da quattro assunzioni solamente, con un saldo negativo di dieci professionisti. E' passata per un contratto di solidarietà e una cassa integrazione. Durante la pandemia la redazione ha affrontato un'impegnativa riforma grafica che, nelle intenzioni avrebbe dovuto alleggerire il lavoro ma di fatto lo ha appensantito". "Scelte industriali del passato - continuano i redattori  - come la realizzazione della sede faraonica che ora risulta semivuota, dispendiosa e per nulla green o l'acquisto della costosa rotativa dismessa dopo soli 12 anni - non possono ricadere sui giornalisti": 

Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori da tutta la redazione di Parmatoday 

Il comunicato completo 

In uno scenario di crisi globale del settore,

I giornalisti e le giornaliste della Gazzetta di Parma esprimono forte preoccupazione per la loro situazione lavorativa, in particolare per la politica aziendale che, nell'ultimo decennio, ha tagliato sul fronte giornalistico senza bilanciare con investimenti mirati sia per affrontare la sfida della transizione multimediale sia per acquisire un profilo più “green” e sostenibile.

I tagli. La redazione ha perso 14 persone in un decennio, compensate da quattro assunzioni solamente, con un saldo negativo di dieci professionisti. E' passata per un contratto di solidarietà e una cassa integrazione. Ha fatto fronte all'assenza di un collega malato per molti mesi, infine uscito dall'Azienda e mai sostituito. Sta sopperendo all'assenza di un'altra collega, da mesi in causa con l'Azienda. Non sono numeri piccoli, se si pensa che la redazione ora si compone di 33 persone, più il direttore, per curare il sito internet e confezionare il quotidiano che offre un inserto al giorno, molti speciali e il magazine mensile; durante la pandemia la redazione ha affrontato una impegnativa riforma grafica che, nelle intenzioni, doveva alleggerire il lavoro ma di fatto lo ha appesantito.

Le richieste. La redazione, auspicando un intervento del Governo per il settore dell'editoria, ”termometro” della democrazia del Paese, chiede alla propria Azienda una più lungimirante politica industriale che non sia sempre e solo basata sui tagli delle risorse umane, cioè giornalisti, collaboratori e corrispondenti dalla provincia, linfa vitale per il giornale. Scelte industriali del passato – come la realizzazione della sede faraonica che ora risulta semivuota, dispendiosa e per nulla “green” o l'acquisto della costosa rotativa dismessa dopo soli 12 anni - non possono ricadere sui giornalisti. La redazione inoltre ribadisce con forza che solo la qualità dell'informazione consente di mantenere la fiducia dei lettori.

Alla luce di queste preoccupazioni, l'Assemblea dei redattori ha affidato al proprio Comitato di redazione un pacchetto di cinque giornate di sciopero per tutelare il presente e il futuro del giornale, che è un patrimonio della città.

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