Scoperta impronta fossile di Ammonite nella bassa Val Taro

Il ritrovamento è stato fatto dal professor Claudio Bennati e della moglie Doina Rusu Bennati, appassionati ricercatori e membri del Gruppo Mineralogico Paleontologico Naturalistico Parmense

Importante scoperta paleontologica in un Flysh della bassa Val Taro, che fratturandosi piuttosto recentemente ha portato alla luce resti fossilizzati animali, tracce e vegetali. Il ritrovamento, ad opera del Prof.Claudio Bennati e della moglie Doina Rusu Bennati, appassionati ricercatori e membri del Gruppo Mineralogico Paleontologico Naturalistico Parmense, è relativo ad una impronta esterna di Ammonite, probabilmente un'Asteroceras, perfettamente conservata, del periodo Cretaceo superiore. L'impronta fossile é ben evidente su matrice scisto-argillosa grigia, fissata come in
una fotografia del tempo, insieme a frammenti e parti di strutture vegetali fossilizzate a strato carbonioso di deposito. A ciò si aggiunge la scoperta di fossili vegetali, soprattutto fusti e rami pressoché completi, perfettamente conservati per carbonificazione, oltre a tracce bentoniche ben evidenti, testimonianza di movimenti e ripari probabilmente d organismi marini coevi.

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L'importanza di tale ritrovamento sta soprattutto nel fatto che Ammoniti di quel periodo geologico non sono state, a quanto risulta, mai segnalate nel nostro territorio, e nemmeno in regione. Tenendo presente che il genere Ammonoidea si è estinto proprio alla fine del periodo cretaceo, circa 65 milioni di anni fa, e che nel caso particolare del territorio parmense le testimonianze fossili sono quasi esclusivamente dell'epoca Cenozoica e successive, risulta particolarmente interessante questo ritrovamento, testimonianza dell'antico Oceano Tetide che invadeva in quei tempi gran parte della nostra penisola e parte dell'Europa. Il reperto sarà esposto a breve, dopo esame di rito, presso il Museo del Gruppo Mineralogico Paleontologico Parmense, nella sede di via Cuneo, a lato della Scuola Media 'Toscanini' di Parma

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