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I presidi in trincea: "Abbandonati dalle istituzioni, classi decimate e regole inapplicabili"

Lo sfogo Pier Paolo Eramo, dirigente scolastico del Liceo Classico Romagnosi di Parma: "Settimane durissime: stiamo pagando un prezzo molto alto"

"La responsabilità della gestione dei casi positivi è stata scaricata su presidi e insegnanti, alcune classi sono decimate e non riusciamo a portate avanti la didattica, alle elementari lo screening a tutta la classe, come previsto dal decreto, non è stato quasi mai fatto".

Inizia così lo sfogo Pier Paolo Eramo, dirigente scolastico del Liceo Classico Romagnosi di Parma che fotografa una situazione molto complicata da gestire: "Alla fine ce l'abbiamo fatta: il sistema scuola ha tenuto ma stiamo pagando un prezzo molto alto".

Il contagio da covid-19 dilaga, infatti, negli istituti scolastici di Parma e provincia, di ogni ordine e grado. Nell'ultima settimama le classi in quarantena sono più che raddoppiate, mentre le persone (quasi tutti studenti) che non possono recarsi a scuola sono triplicate. 

Qual'è la situazione del contagio al Liceo Romagnosi? 

"Secondo la mia previsione siamo ormai arrivati  al punto massimo del contagio. Per quanto ci riguarda su 37 classi ne abbiamo 7 che sono toccate in modo pesante dalla didattica a distanza, 3 sospese e 4 che hanno due casi di positività: in questa situazione è previsto che possono stare a scuola solo i vaccinati entro i 4 mesi e i guariti. Ne abbiamo altre 12 con un solo caso positivo: in questo caso la classe continua in presenza". 

L'impatto del contagio sugli istituti scolastici di città e provincia è stato molto forte, soprattutto nelle ultime settimane, come avete gestito la situazione? 

"Queste settimane sono state molto pesanti per chi ha dovuto gestire la comunicazione con le famiglie e siamo arrivati in alcune scuole con molte classi sospese e tantissimi tamponi da effettuare. E' tutto sulle spalle di presidi, insegnanti e personale scolastico non docente. Non è stato facile e devo dire che è stata scaricata tutta la gestione sulle scuole. Per gli istituti che hanno da 40 a 90 classi (un istituto comprensivo può essere fatto da 10 piccole scuole) è difficile stare dietro a tutte le situazioni". 

Com'è stato, in concreto, applicare le regole previste dal decreto e che difficoltà avete riscontrato ? 

"Una famiglia scrive che il figlio è positvo: a seconda del grado di scuola bisogna adottare una procedura diversa rispetto alle comunicazioni all'Ausl e ai compagni. E' difficile gestire il flusso di comunicazione che avviene dalle famiglie: ci sono state delle complicazioni. Il decreto che ha previsto la gestione dei casi a scuola è inutilmente complicato, ha previsto delle procedure che nel concreto non sono realizzabili. Per fare un esempio se c'è un caso alle elementari le regole prevedono che vada fatto il tampone a tutta la classe. Le strutture sanitarie non sono riuscite a gestire la situazione: questo screening di tutta la classe non è stato quasi mai fatto. La responsabilità, a quel punto, cade sul preside che deve decidere chi può stare a scuola e chi no. Questa decisione, però, dovrebbe spettare alle autorità sanitarie"

Visto il dilagare di casi di contagio siete riusciti a proseguire con la didattica e con i programmi scolastici ?

"Alcune classi sono decimate: per esempio ci sono 12 studenti in classe e 13 a casa. In queste situazione è molto difficile riuscire a proseguire con la didattica. Questo perchè se ci sono 2 positivi in classe le norme prevedono che tutti gli studenti non vaccinati o che sono vaccinati da più di 4 mesi debbano stare a casa. Capita che a qualche studente scadano i 4 mesi e che da un giorno all'altro non possa più recarsi a scuola, anche se ha già prenotato la terza dose. Tutti i presidi stanno chiedendo regole semplici e applicabili: è inutile prevedere norme complesse che poi non sono realizzabili. Non siamo autorità sanitarie e non vogliamo sostituire le persone che svolgono questo ruolo. Il sistema scuola, alla fine, ha tenuto perché è molto resiliente ma stiamo pagando un prezzo alto". 


 

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