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Siccità, anche il pomodoro 'ha sete': a rischio 4.000 ettari nel parmense

Al via la campagna nel Nord Italia, l'appello: "Chi può usi i pozzi"

Anche i pomodori soffrono la sete. La campagna 2022 del pomodoro da industria parte nel nord Italia in piena emergenza siccità. Ed è proprio questa "la principale preoccupazione degli operatori", avvisa il presidente dell'Organizzazione interprofessionale Pomodoro nord Italia, Tiberio Rabboni: speventano la siccità e la disponibilità irrigua. A Parma sono a rischio 4000 ettari di superficie di pomodoro in biologico. 

"Il fabbisogno di acqua toccherà l'apice nei prossimi giorni, fino alla fine di agosto. I grandi invasi e le dighe territoriali hanno da tempo dichiarato una condizione di crisi. Chi può utilizzerà i pozzi. La situazione è oltremodo preoccupante", rimarca Rabboni dicendo che "bisogna fare tutto il possibile perché sia l'ultimo anno di impotenza di fronte alla siccità". Il Pnrr e il Piano irriguo nazionale, in collaborazione con i Consorzi di Bonifica, "hanno destinato importanti risorse all'aumento della disponibilità irrigua sui territori. Non è tutto quello che serve, ma è già qualcosa". In questo contesto parte la campagna con la raccolta e la consegna agli stabilimenti di trasformazione delle produzioni di pomodorino e i primi quantitativi di varietà di "tondo" precoce. Gli ettari coltivati nelle regioni del Nord Italia per quest'anno sono 37.024, in calo del 4% rispetto allo scorso anno, soprattutto nelle province dell'Emilia occidentale, ma superiori alla superficie media coltivata dell'ultimo quinquennio.

Le superfici di pomodoro in biologico raggiungono l'11% delle superfici totali, consolidando e incrementando il trend degli ultimi anni. La suddivisione delle superfici effettive nelle province del bacino del Nord Italia vede in testa sempre Piacenza, con 9.890 ettari a pomodoro. A seguire Ferrara con 6.609 ettari; Parma con 4.000; Mantova con 3.537; Alessandria con 2.594; Cremona con 1.788; Verona con 1.112; Reggio con 1.042 e Modena con 905. Seguono le altre province con valori più contenuti. Guardando al biologico, è invece Ferrara la provincia con più ettari (2.484). Seguono Ravenna con 636 ettari e Parma con 246. La suddivisione per regione vede l'Emilia-Romagna con più ettari coltivati a pomodoro (il 68% del totale), seguita da Lombardia (19%), Piemonte (8%) e Veneto (5%). "Le ultime verifiche sulle superfici coltivate quest'anno a pomodoro nel Nord Italia, 37.024 ettari, ovvero un'estensione superiore alla media dell'ultimo quinquennio, in calo del 4% sull'anno scorso, confermano la insostituibile funzione della programmazione produttiva nel garantire certezze, reciprocità e vantaggi. Se in una situazione di grande incertezza, nonostante l'impennata sui mercati internazionali dei prezzi di acquisto di alcune produzioni agricole potenzialmente concorrenti, la quasi totalità dei produttori conferma la scelta del pomodoro significa che la filiera organizzata e la programmazione produttiva condivisa sono dei veri valori aggiunti, riconosciuti e praticati", dice Rabboni.

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