Oltretorrente: scritte in solidarietà alla detenute anarchiche in sciopero della fame

Protesta sui muri del quartiere per Anna Beniamino e Silvia Ruggeri in sciopero della fame dal 29 maggio contro le condizioni di detenzione e per chiudere la sezione AS2 del carcere de L'Aquila

"Con Anna e Silvia in sciopero della fame", "41 bis=tortura". Sono queste alcune delle scritte apparse nel quartiere Oltretorrente, nella zona di via Kennedy e lungo i viali delle scuole, in solidarietà alle detenute anarchiche Anna Beniamino e Silvia Ruggeri, detenute nella sezione AS2 del carcere de L'Aquila, dal 29 maggio in sciopero della fame per protestare contro le condizioni all'interno del penitenziario e per chiedere la chiusura della sezione AS2 del carcere 'Costarelle' di Preturo. Anna Beniamino, 46 anni, è stata fermata dalla Digos a Soriano nel Cimino l’anno scorso, nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent”. Silvia Ruggeri, invece, è stata arrestata in occasione dello sgombero dell'Asilo Occupato di Torino. 

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Le motivazioni della protesta - "Ci troviamo da quasi due mesi rinchiuse nella sezione AS2 femminile de L’Aquila -hanno dichiarato Anna Beniamino e Silvia Ruggeri in un comunicato letto durante l'udienza del 29 maggio a Torino per il processo per lo sgombero dell'Asilo Occupato - durante l'udienza in videoconferenza ormai sono note, qui e fuori, le condizioni detentive frutto di un regolamento in odore di 41bis ammorbidito. Siamo convinte che nessun miglioramento possa e voglia essere richiesto, non solo per questioni oggettive e strutturali della sezione gialla (ex-41bis): l’intero carcere è destinato quasi esclusivamente al regime 41bis, per cui allargare di un poco le maglie del regolamento di sezione ci pare di cattivo gusto e impraticabile, date le ancor più pesanti condizioni subite a pochi passi da qui, non possiamo non pensare a quante e quanti si battono da anni accumulando rapporti e processi penali. A questo si aggiunge il maldestro tentativo del DAP di far quadrare i conti istituendo una sezione mista anarco-islamica, che si è concretizzato in un ulteriore divieto di incontro nella sezione stessa, con un isolamento che perdura. Esistono condizioni di carcerazione, comune o speciale, ancora peggiori di quelle aquilane. Questo non è un buon motivo per non opporci a ciò che impongono qui. Noi di questo pane non ne mangeremo più: il 29 maggio iniziamo uno sciopero della fame chiedendo il trasferimento da questo carcere e la chiusura di questa sezione infame.”

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