Sportello Lgbt, l'attacco del comitato: "Si daranno informazioni sulla procreazione assistita?"

La nota del nota del comitato Difendiamo i nostri figli di Parma

"Dopo la sottoscrizione da parte del sindaco Pizzarotti -si legge in una nota del comitato Difendiamo i nostri figli di Parma- del riconoscimento di quattro bambini quali “figli” di coppie omosessuali, il Comune di Parma continua a caratterizzarsi per iniziative che, con il pretesto della lotta alla discriminazione, contrastano con la legge e addirittura pare si propongano di fornire informazioni sulla sua elusione. Da quanto si apprende dall'inaugurazione di un punto informativo Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), patrocinato da Comune e Provincia, in quella sede verranno fornite – tra le altre – informazioni in materia di “adozione” e “procreazione assistita”. Vogliamo ricordare che 1) l’ “adozione” non è consentita per le coppie omosessuali, perché si presuppone che un minore abbia la necessità e il diritto di crescere con il papà e la mamma, 2) la “procreazione assistita” è un reato in diversi casi, e la legge 40 del 2004 la esclude per coppie dello stesso sesso (art. 12 comma 2: chiunque a qualsiasi titolo, in violazione dell'articolo 5, applica tecniche di procreazione medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi o uno dei cui componenti sia minorenne ovvero che siano composte da soggetti dello stesso sesso o non coniugati o non conviventi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro).

La stessa legge, all’art. 12 comma 6, prevede che “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”. Ci auguriamo che lo sportello LGBT non voglia fare questa promozione, ma allora, cosa significa “fornire informazioni in materia di procreazione assistita”? E’ evidente che nel caso di coppie dello stesso sesso la “procreazione assistita” passa da queste condotte che, vietate penalmente in Italia, sono consentite in alcuni stati; forse lo sportello Lgbt, col patrocinio del Comune di Parma intende fornire informazioni sui cataloghi con le caratteristiche dei venditori di gameti e dei bambini che potranno nascere all’estero (ordinati come qualsiasi merce), contando sul fatto che, poi, il Comune stesso, in persona del sindaco, provvederà a trascrivere questi minori come figli di coppie di persone dello stesso sesso, privandoli così del diritto ad un padre e ad una madre?

Il Comitato difendiamo i nostri figli di Parma chiede quindi di sapere in che cosa consistano tali informazioni, così ampiamente pubblicizzate in sede di presentazione dello sportello Lgbt, ritenendo gravissima la decisione di un ente pubblico di porsi, di fatto, in contrasto con la legge vigente. Il Comitato difendiamo i nostri figli, che condanna fermamente qualsiasi forma di violenza, rileva
inoltre come la tutela di tutti i cittadini, indipendentemente da distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali sia già chiaramente prevista dall’art. 3 della Costituzione e dalle leggi vigenti. 

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L’istituzione di sportelli ad hoc per alcune categorie di persone rende in realtà taluni “più uguali” di altri, imponendo – come è già successo nel mondo della scuola con spettacoli chiaramente improntati alla teoria gender – una visione critica nei confronti della famiglia formata da uomo e donna, l’unica riconosciuta dalla Costituzione (art. 29) come società naturale fondata sul matrimonio, in cui le distinte e complementari figure genitoriali del padre e della madre rappresentano l’unico e “naturale” punto di riferimento per un’equilibrata crescita ed educazione dei figli".

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