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Venerdì, 7 Ottobre 2022
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Tardini, il Comitato: "La Cittadella rimarrà senza abitanti? Krause ha fatto offerte di acquisti di un condominio in piazzale Risorgimento"

La protesta dei cittadini: "Il proprietario del Parma Calcio ha sempre dimostrato l’incrollabile certezza di avere la città in pugno"

"Un quartiere senza abitanti: la prossima fine del Cittadella? - sottolinea il Comitato Tardini Sostenibile. Ancor prima di aver presentato il progetto definitivo, della valutazione dei diversi enti e studi tecnici preposti a valutarne la congruità alle norme ed agli svariati parametri necessari alla edificazione, del tanto sbandierato processo di “ascolto della cittadinanza nel merito”, dei passaggi nelle commissioni consiliari e in consiglio comunale e, infine, della delibera di Giunta sul pubblico interesse, ancora prima che siano avvenuti tutti i delicati passaggi dell’iter procedurale e istituzionale relativi al progetto di finanza di demolizione e ricostruzione dello stadio - che, non dimentichiamolo, determinerà la più impattante trasformazione urbana degli ultimi decenni – circolano voci insistenti che il signor Krause abbia messo gli occhi su pezzi di città nell’area dello stadio, per acquistarle e renderle “pertinenze” della sua nuova arena. La conferma ci arriva da un’informazione più che attendibile: l’offerta di acquisto, fatta a suo nome, rivolta a tutti i proprietari degli appartamenti siti in un elegante condominio che si affaccia su Piazzale Risorgimento, che verrebbe interamente trasformato in hotel con ristorante stellato.

E’ lecito e naturale pensare che, probabilmente, abbia ricevuto tutte le rassicurazioni del caso - dalla precedente come dall’attuale amministrazione (e soprattutto da quelli ‘che contano’) - per procedere ed estendere i suoi affari senza aspettare la conclusione del regolare iter normativo e del controllo democratico dell’istituzione pubblica. Forse sa già che, a prescindere dal progetto che nessuno (pare) ha già visto, nessun rilievo della prossima Conferenza dei Servizi o dei nostri amministratori pubblici o della cittadinanza chiamata in causa gli saranno d’ostacolo? Da Bosi&C. in poi (probabilmente sollecitati da qualche figura locale molto, troppo interessata al business dell’americano), per la buona dose di spregiudicatezza con cui si è mosso, il proprietario del Parma Calcio ha sempre dimostrato l’incrollabile certezza di avere la città in pugno.

Nella strategia del ragno (quella di rendere definitivamente impossibile la vita dei residenti con il nuovo stadio e riuscire così a ‘mangiarsi’ le loro case) tutti i pezzi si incastrano: nel suo parcheggio privato interrato, i posti saranno principalmente riservati all'entourage della squadra di calcio ed ai clienti dell’hotel; la promessa di ridurre i metri quadrati di esercizi commerciali e ristorazione all’interno della struttura dello stadio - il contentino che la giunta esporrà come propria grande conquista - verrà ampiamente compensata da questa e, molto facilmente, altre simili manovre di nuove acquisizioni immobiliari con relativo cambio di destinazione d’uso. Alla faccia dei costi ambientali e sociali collettivi, della misura e dell’armonia fra forma e funzione della nostra città storica, c’è da aspettarsi che l’investitore privato non si fermi nella ricerca di altri residenti esasperati dalla presenza oppressiva del suo stadio dalle mille funzioni aggiuntive, per arrivare a comprare nuovi edifici e trasformarli in direzionale, ristoranti o chissà che altro ancora, svuotando così il quartiere del suo vero e più importante presidio: gli abitanti.

Tale trasformazione è normativamente possibile, ma chiediamo a tutta la cittadinanza e, soprattutto, ai nostri amministratori se togliere gli usi abitativi e trasformare il quartiere residenziale Cittadella (appena fuori le mura storiche di Parma) in un'area dedicata all'intrattenimento, agli eventi sportivi e al turismo occasionale, sia modello di città e di società civile che vogliamo. Solo una comunità che, smarrita la coscienza di sè, non sa più riconoscere il legame profondo fra i luoghi del vivere e la propria identità può accettare una tale deriva culturale che, riducendo tutto a immagine, soldi e pallone, arriva a svendere il bene comune e quello privato al magnate americano. Triste destino quello di Parma, che ha perso il coraggio e la capacità di immaginare il presente e creare il futuro migliore per sè e per i suoi figli" 

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