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Dall'Università a Leopoli: gli studenti di Parma portano in Ucraina cibo, farmaci e vestiti

L'idea di due universitari in contatto col parroco di Leopoli. In arrivo da Parma un camion di aiuti umanitari portati nei luoghi del conflitto direttamente dagli studenti

“Quando ci sono i buoni propositi e c’è un buon piano non hai quasi mai paura”. La voce è quella sicura di Giorgio Della Pina, giovane studente universitario che assieme al collega Giovanni Pelosi ha organizzato un viaggio in Ucraina per sostenere la popolazione invasa dalle bombe di Putin che in queste ore vive momenti drammatici a causa di una situazione sempre più pesante e degli scarsi rifornimenti. I ragazzi porteranno materiale chirurgico, farmaci, aiuti a neonati e bambini, prodotti per l’infanzia e prima necessità. Sarà un viaggio lungo “contiamo in tre giorni di riuscire a portare a termine il nostro progetto".

Come è nato? "Attraverso la volontà di un bel gruppo di ragazzi che hanno in comune il percorso di studi all’Università di Parma e la voglia di fare qualcosa per tutta questa gente che soffre - spiega Giovanni Pelosi, uno dei promotori -. Per la nostra voglia nostra di aiutare, porteremo sostegno alla gente che ha bisogno e che è rimasta senza nulla a causa degli orrori di una guerra che purtroppo sta andando avanti. Abbiamo raccolto materiale, abbiamo promosso eventi, c’è stata tanta partecipazione. La missione partirà il 13 maggio, andremo personalmente a Leopoli a portare materiale chirurgico, farmaci e materiali che consentano l’aiuto soprattutto a neonati e bimbi. La nostra meta sarà il convento di Padre Igor che, assieme a suor Giustina, psicologa e responsabile dell’Ospis Pediatrico di Leopoli, si prende cura dei feriti. Nel suo convento verranno smistati i materiali. I nostri sono aiuti che serviranno anche a chi è rimasto ferito a causa delle bombe. Sarà una spedizione che durerà tre giorni. Non andiamo in gira, lo sappiamo. Si tratta di una missione in un luogo di guerra attivo, contiamo di avere il supporto di Padre Igor che ci aiuterà a farci sentire il più sicuro possibile in una zona complicata. Non abbiamo paura, contiamo di fare tutto bene e non di essere in pericolo. Per la gente dell’Ucraina”.

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