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Svelata la targa di Madre Celestina Bottego

Alla cerimonia nel parco di via Pascal il sindaco Michele Guerra e l'assessora Jacopozzi

Il sindaco Michele Guerra e l’assessora ai Quartieri con delega alla Toponomastica Daria Jacopozzi hanno partecipato, oggi pomeriggio, 24 maggio, alla cerimonia ufficiale di svelamento del pannello informativo dedicato alla biografia della fondatrice delle Missionarie Saveriane, Madre Celestina Bottego nel parco già denominato “Parco Bottego Madre Celestina”, situato tra via Pascal e via Euclide, Quartiere San Lazzaro.

Al momento erano presenti anche il Vicario Vescovo don Stefano Rosati, la Superiora Generale Congregazione Missionaria di Diritto Pontificio Giordana Bertacchini e il Parroco della Parrocchia della Trasfigurazione don Enrico Rizzi.

Seconda dei tre figli di Gian Battista e Mary Healy, Celestina Bottego vive nello stato del Montana fino all’età di 15 anni. Il padre, fratello dell’esploratore parmigiano Vittorio Bottego, era emigrato in America dove aveva formato la sua famiglia.

Nel 1897 la tragica morte del fratello in Africa lo induce a tornare a Parma, presso i genitori. Celestina e sua madre lo raggiungeranno nel 1910.

A Parma Celestina prosegue gli studi e consegue, presso l’Università di Pisa, l’abilitazione all’insegnamento della lingua inglese, che praticherà in diverse scuole pubbliche di Parma per oltre vent’anni. In giovinezza, insieme alla sorella Maria, approfondisce la sua formazione cristiana sotto la guida dell’abate benedettino Emanuele Caronti e matura nel 1922 la scelta di diventare oblata benedettina.

Si impegna nell’Azione Cattolica, dedicandosi con generosità ad attività apostoliche e caritative e in particolare alla formazione dei giovani. A San Lazzaro, dove abita ed è conosciuta come la sjorén’na, la gente sa di poter ricorrere a lei per ogni necessità; anche durante la seconda guerra mondiale accoglie e aiuta varie persone in difficoltà. Dal 1935 comincia a insegnare inglese presso l’Istituto dei Missionari Saveriani; riceve in seguito la proposta di collaborare alla fondazione del ramo femminile dei Missionari Saveriani: nel 1945 prende avvio la congregazione delle Missionarie di Maria, meglio conosciute come Missionarie Saveriane. Inizia una nuova tappa nella vita di Celestina, che diventa la Madre delle missionarie.

Le accompagna nelle prime fondazioni fuori dall’Italia (Stati Uniti, Brasile, Congo, Burundi) e le segue attraverso una fitta corrispondenza. Nel 1966 si dimette da direttrice generale, ma fino alla morte sosterrà le sue Figlie con la preghiera e l’interessamento. Il 31 ottobre 2013 la Chiesa la riconosce Venerabile.

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