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"Tas Group: l’azienda realizza profitti ma non riconosce nemmeno i buoni pasto"

Lavoratori in stato di agitazione

"La Fiom Cgil Parma - si legge in una nota - si associa alle preoccupazioni di Fiom Cgil Bologna, Roma e Lazio a proposito del comportamento del Gruppo Tas, che ha diramazioni anche nel territorio parmense. ll Gruppo Tas Spa è un’azienda informatica che produce prevalentemente software per i settori bancario e finanziario con diverse sedi in Italia e all’estero. Per il tipo di mercato nel quale opera, questa azienda dovrebbe essere all’avanguardia nell’impiego della tecnologia e nell’organizzazione del lavoro, ciò è vero solo in parte.

Il massiccio ricorso al lavoro da remoto ha infatti consentito all’azienda di affrontare la delicata situazione dovuta alla pandemia senza ricadute negative sulla operatività aziendale.

Nel corso del 2020 pertanto il Gruppo TAS non ha subito alcuna situazione di crisi ma, al contrario, ha aumentato redditività e profitti:
– aumento di tutti gli indicatori finanziari e del 13,9% dell’EBITDA
– risultato netto di periodo al 3° trimestre di 1,5 milioni di euro.

A fronte di ciò bisogna constatare che, nonostante il proficuo impegno dimostrato dai lavoratori e dalle lavoratrici nel garantire la normale operatività aziendale, nulla è stato loro riconosciuto. Al contrario, con la mancata erogazione, almeno dallo scorso aprile, dei buoni pasto, i lavoratori e le lavoratrici di TAS hanno subito la decurtazione di una parte di reddito reale.

La delegazione sindacale ha immediatamente riconosciuto nel lavoro da remoto lo strumento più adatto a limitare i rischi da contagio attivando da subito un confronto con l’Azienda per concordare le modalità e le condizioni per garantire diritti e tutela anche nel lavoro da remoto.

“Su queste basi è stata condotta in questi mesi una estenuante trattativa per il miglioramento delle condizioni di lavoro da remoto durante l’emergenza e per un accordo complessivo che regoli il futuro lavoro agile dopo la fine della pandemia, durante la quale l’Azienda ha purtroppo adottato un atteggiamento di chiusura e a tratti addirittura provocatorio, sminuendo e non riconoscendo le giuste rivendicazioni normative ed economiche che sono state avanzate sino a dichiarare una diminuzione di produttività chiaramente smentita dai numeri sopra citati.

È giusto che le lavoratrici e i lavoratori partecipino alla distribuzione della ricchezza che hanno contribuito a creare ed è fondamentale che tutto ciò che, come il lavoro agile, ha avuto e avrà un impatto importante sulla vita e sul lavoro di milioni di persone venga regolato attraverso la contrattazione con le rappresentanze sindacali.

Inoltre le politiche retributive aziendali negli ultimi 10 anni hanno costantemente eroso il potere di acquisto degli stipendi: in presenza di superminimo in busta paga l’azienda ha praticato il continuo riassorbimento dell’aumento del limite minimo contrattuale previsto dal Ccnl Federmeccanica.

Siamo sconcertati. Nell’ultimo decennio abbiamo superato momenti difficili, cambi di sede di lavoro e ci siamo rimboccati le maniche più volte nei momenti di crisi: non è più accettabile la riduzione dei superminimi e del welfare aziendale.

Non bisogna premiare solo gli investitori, occorre tornare a investire sulle persone e premiare il lavoro: abbiamo fatto sacrifici e dimostrato che le lavoratrici e i lavoratori hanno senso di responsabilità.

Per questi motivi, su mandato dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo TAS Spa, il coordinamento delle Rsu, ha proclamato lo stato di agitazione con il blocco degli straordinari e del lavoro al di fuori del normale orario per tutte le sedi “

Lo dichiarano in una nota Pasquale Di Domenico della FIOM di Bologna e Fabrizio Potetti, segretario generale Fiom di Roma e del Lazio.

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