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Tep chiude il bilancio con 2.8 milioni di utile

I passeggeri in più sono circa 2 milioni

E’ un bilancio positivo quello approvato oggi dall’Assemblea dei Soci di Tep (Comune e Provincia di Parma). Un anno, il 2017, caratterizzato da un forte impegno alla buona gestione, all’innovazione, al miglioramento continuo e all’ottimizzazione dei processi per creare le risorse necessarie per aumentare la competitività aziendale sul mercato del trasporto pubblico locale.

L'esercizio chiude con un utile di € 2.879.453, ben superiore a quello già positivo dell’esercizio precedente, pari a € 2.422.859 e il migliore degli ultimi 10 anni

Il risultato raggiunto è particolarmente soddisfacente se si tiene conto che i km prodotti - e quindi i contributi pubblici ricevuti - non hanno subito variazioni significative rispetto all’anno precedente.

Nel corso dell’ultimo triennio, l’Azienda ha prodotto utili per quasi 6 milioni di euro.

Le iniziative di contrasto all’evasione tariffaria, consolidate nel 2017, hanno garantito una crescita delle vendite di biglietti e soprattutto di abbonamenti, con buoni risultati, quindi, sul livello di fidelizzazione dei clienti. Significativo è stato l’incremento di 2 milioni dei passeggeri, cresciuti da 35 milioni nel 2016 a più di 37 milioni nel 2017, che ha portato ad un aumento di oltre € 420.000 del valore degli introiti per titoli.

Nel triennio, viaggiatori e introiti sono cresciuti rispettivamente del 10% (da 33,5 milioni del 2014 a 37,1 milioni del 2017) e del 7% (da 14,1 milioni del 2014 a 15,1 milioni del 2017).

Sul fronte dei costi bisogna rilevare un incremento significativo (+15%) dei costi dei carburanti, che tuttavia è più che compensato dall’aumento dei ricavi.

Il mantenimento di una gestione attenta delle risorse umane ha consentito di procedere a nuove assunzioni: a fronte di 17 persone che hanno lasciato l’azienda nel corso del 2017, l’azienda ha assunto 23 nuovi dipendenti, tutti a tempo indeterminato.

Le riserve straordinarie alimentate dagli utili andranno a finanziare un importante piano di rinnovo del parco mezzi (86 nuovi bus in 2 anni), tecnologie per la sicurezza, la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale.

I risultati economici particolarmente positivi si riflettono ovviamente in indicatori economici altrettanto brillanti e tra i migliori del panorama nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale. L’EBTDA (indice che esprime l’utile derivante dalla gestione operativa dell’azienda, al netto degli interessi, delle imposte e degli ammortamenti) è pari a 5,45 milioni di € (10,77% sul totale del valore della produzione). Da un punto di vista finanziario e patrimoniale, l’azienda manifesta una situazione di grande solidità, con il ROI (return on Investment) che si attesta al 7,01% e il ROE (return on Equity) al 12,95%, migliorativi rispetto a quelli 2016.

Soddisfatto dei risultati raggiunti nel triennio del suo mandato il presidente Rizzi: “TEP è un’azienda sana, con i conti a posto, che cresce e investe le risorse che genera sul sentiero dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità: ambientale, economica e sociale.

Direi una mosca bianca nel panorama nazionale, un fiore all’occhiello e un patrimonio di tutta la città, da preservare con cura e con orgoglio.

Se l’azienda vorrà rimanere competitiva, innovativa e in grado di garantire un servizio di eccellenza ai cittadini di Parma e provincia, dovrà profondamente rinnovarsi nel prossimo triennio. Il mondo si muove ad una velocità mai vista in precedenza e anche TEP dovrà evolvere, rinnovando il parco mezzi, installando sistemi tecnologici all’avanguardia, innovando per garantire ai parmigiani un servizio al passo con i tempi, con un occhio alla sostenibilità economica sociale e ambientale.

Tutto questo richiede risorse. Risorse che l’Azienda – tutta, e che ringrazio - si è faticosamente costruita in questi tre anni.

Alla luce della granitica sentenza del TAR di ottobre 2017, tenuto conto che nessuna delle parti ricorrenti ha introdotto argomenti di peso tali da confutare la ben strutturata ed ampiamente motivata sentenza di primo grado, guardiamo infine con fiducia e coraggio alla definitiva sentenza del Consiglio di Stato.”

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