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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Terze dosi, per i parmigiani over 40 si comincia il primo dicembre

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza: "Siamo all'86,6% delle persone che hanno avuto la prima dose e all'83,6% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo insistere ogni singolo vaccino in più ci permette di avere un scudo in più"

Terza dose, dall'1 dicembre anche a Parma comincerà la nuova somministrazione del vaccino anti covid - con Pfizer o Moderna - che spetta ai cittadini della fascia 40-60 anni, come annuncia il ministro della Salute, Roberto Speranza. Unico requisito: devono essere passati 6 mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, anche quello eseguito con AstraZeneca o con un mix eterologo tra AstraZeneca e un vaccino a mRna.

Il primo dicembre si apre di fatto la nuova fase della campagna di vaccinazione con l'obiettivo alzare ulteriormente il muro contro i contagi. Tra 20 giorni via alla somministrazione del richiamo ad una nuova, ampia fascia di popolazione e si allarga la platea attualmente costituita da over 60, fragili, immunodepressi, ospiti delle Rsa, sanitari. Per quanto riguarda i soggetti che sono stati vaccinati con il vaccino Johnson & Johnson, monodose, via libera della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla dose di richiamo per chi ha ricevuto il vaccino monodose anti-Covid. La Cts, esprimendosi su richiesta del ministero della Salute, ha ritenuto che "per i soggetti vaccinati con Covid-19 Janssen sia opportuna la somministrazione di una dose booster eterologa con vaccino a mRna (nei dosaggi autorizzati per la dose booster) a partire da 6 mesi dalla prima dose".

In Italia, il booster sinora è stato ricevuto da circa 2,5 milioni di italiani. Secondo i dati forniti da Speranza, "siamo all'86,6% delle persone che hanno avuto la prima dose e all'83,6% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo insistere ogni singolo vaccino in più ci permette di avere un scudo in più", dice il ministro che durante la cabina di regia con il premier Mario Draghi, ha posto la questione della terza dose di vaccino anti-Covid obbligatoria per il personale sanitario e chi lavora nella Rsa. L'obbligo è già previsto per le prime due dosi e sul tavolo c'è la valutazione di estendere l'obbligo anche alla terza. Per ora è una direzione di marcia, si spiega, ma senza alcuna precipitazione immediata.

Terza dose anche in farmacia

La macchina ha circa 3 settimane per entrare a regime. Alcune regioni rispondono in maniera esplicita all'annuncio del ministro. "Bene le nuove fasce di età e l'estensione" ipotizzata "dell'obbligo della terza dose per i sanitari. Il Lazio è pronto", dice l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato.

In Lombardia, da ieri il booster viene già somministrato anche in 365 farmacie: sono presidi convenzionati che hanno confermato la propria disponibilità e ricevuto l'abilitazione al termine del ciclo formativo. Da oggi, nella regione, tutti i cittadini vaccinati da almeno 6 mesi con un'unica dose di vaccino Johnson & Johnson possono accedere al richiamo con un vaccino mRna.

Il Piemonte è pronto a partire con un piano già delineato. Riceveranno l’sms di convocazione coloro che hanno maturato i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Intanto, in queste ore è arrivato il via libera dalla struttura del commissario alla somministrazione delle terze dosi anche nelle strutture socio residenziali per minori, disabili, malati psichiatrici e tossicodipendenti. La richiesta era stata avanzata proprio dalla Regione Piemonte, lunedì, durante la visita a Torino del generale Figliuolo presso l’Unità di crisi del Piemonte.

Le Asl in tutta Italia hanno spostato l’attività in strutture più piccole e ci sono i medici di famiglia che danno una mano con le somministrazioni. Inoltre da lunedì scorso nella maggior parte delle grandi Regioni (il Lazio è partito anche prima) i vaccini si possono fare anche all’interno nelle farmacie. Figliuolo ha già detto che dal punto di vista delle scorte non ci sono problemi.

Tra un mese gli 8 milioni di cinquantenni e i 7 milioni di quarantenni si aggiungeranno ai circa 20 milioni di cittadini per i quali la terza dose è già prevista. Non per tutti è però arrivato il momento di farla. Sono infatti circa 6 milioni coloro per i quali sono trascorsi i sei mesi. Di queste persone, il 40% ha già sfruttato la possibilità ma l’adesione finora non è stata massiccia. 

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