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Ugl Parma: "Vicino ai lavoratori e ai piccoli imprenditori scesi in piazza"

"Ci sono in gioco centinaia di posti di lavoro anche a Parma, città Capitale della Cultura Italiana 2020 e 2021"

"I lavoratori e piccoli imprenditori della ristorazione e non solo si organizzano e scendono in Piazza in tutta Italia - sottolinea Giorgia Costantino Segretario Territoriale Ugl Parma. La chiusura alle ore 18 di bar, ristoranti, pasticcerie, pub, prevista dal nuovo DPCM del 24 ottobre 2020 darà il colpo di grazia a queste categorie già duramente colpite durante il primo lockdown tra marzo e maggio.

Ci sono in gioco centinaia di posti di lavoro anche a Parma, città Capitale della Cultura Italiana 2020 e 2021. A cascata indirettamente verranno colpite anche altre categorie del piccolo commercio che visto lo scarso movimento di persone vedranno sensibilmente calare il loro fatturato. Ugl si chiede come sia possibile che dopo aver speso migliaia di euro per adattare alle norme anti-covid i locali sempre le stesse categorie vengano colpite da restrizioni, a nostro parere troppo pesanti. Chiediamo anche che i “ristori” promessi dal Governo siano immediatamente esigibili, perché si fermano dalle 18 alle 5 i ristoratori, ma gli stessi continuano ad avere delle spese che non si fermano, e ad un certo punto dovranno operare delle scelte e queste scelte non devono in alcun modo ricadere sui lavoratori del settore!

Ugl è vicina ai lavoratori e piccoli imprenditori che scenderanno in piazza della Pilotta a Parma per far sentire il proprio grido di dolore, un grido di dolore troppe volte inascoltato da parte delle nostre istituzioni. Quest’ultimo provvedimento da parte del Governo centrale è mossa dall’andamento della curva dei contagi potrebbe anche essere comprensibile, ma non ci si spiega come mai non sia stato scelto di permettere ai ristoratori anche il servizio serale, se in piena sicurezza, sanzionando eventualmente solo chi le norme anti-covid non le rispetta. Ci attendiamo una presa di posizione anche dalle Istituzioni locali, perché questo DPCM avrà delle forti ricadute su Parma, sia sulle attività di ristorazione, che sulle strutture ricettive e sul commercio, e non ci possiamo permettere che la nostra città crolli".

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