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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Università di Parma: prime lauree in Produzioni Animali Innovative e Sostenibili

Primo traguardo per il corso di laurea magistrale attivato nell’anno accademico 2019-20

Prime lauree per il corso di laurea magistrale in Produzioni Animali Innovative e Sostenibili (PAIS) dell’Università di Parma. Nei giorni scorsi il Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie ha ospitato la prima sessione di laurea del corso, attivato nell’anno accademico 2019-20; la sessione è stata presieduta dallo stesso Presidente del corso, Massimo Malacarne, docente di Zootecnica. 

Le candidate Vittoria Asti, Rebecca Ciccotti e Alice Trulli si sono laureate brillantemente. 

Il corso PAIS è parte del progetto “Food Project” dell’Ateneo. Il progetto formativo, frutto di un’intensa collaborazione con gli stakeholder territoriali, ha nella sostenibilità il centro gravitazionale dell’intero percorso di studi, e si integra perfettamente con i contenuti propri dell’Agenda ONU 2030. Nello specifico, il corso PAIS si occupa della sostenibilità e dell’innovazione tecnica e tecnologica lungo le principali filiere degli alimenti di origine animale (lattiero caseario e carne), dalla fase zootecnica a quella di trasformazione e commercializzazione. Le tematiche affrontate spaziano dall’uso efficiente delle risorse (acqua, suolo, fonti energetiche non rinnovabili) alla riduzione dell’impatto ambientale, dal miglioramento del benessere animale alla riduzione dell’uso dei farmaci in allevamento.  

Secondo tutti i modelli previsionali, il comparto zootecnico è chiamato a un ruolo fondamentale che lo vede impegnato in prima linea sulla base di tre semplici dati: un incremento della popolazione mondiale che raggiungerà, ipoteticamente, nel 2050, i 9,7 miliardi di persone; un’aumentata richiesta di latte e derivati, 8% pro capite nel 2030; un incremento del 10% del consumo globale di carne. Tutto questo rientra, a pieno titolo, in quella transizione ecologica planetaria che rappresenta la più grande sfida che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. Transizione significa nuovi lavori e nuove competenze ma soprattutto investimento nel capitale umano. I cittadini e le nuove generazioni lavoreranno in un’economia sempre più circolare, e occorrono nuovi profili culturali che modifichino i propri paradigmi anche attraverso una nuova idea di salute filtrata dall’approccio olistico della One Health. 

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