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"Ecco come aiutiamo gli uomini a liberarsi dalla violenza"

Intervista al dottor Alessio Testi, responsabile del centro per maschi violenti dell'Ausl: "Dal 2019 più di 220 uomini hanno partecipato volontariamente al percorso"

Un insulto, un comportamento autoritario, controlli ossessivi e gelosia. Può iniziare tutto da qui. Violenza verbale e psicologica che può trasformarsi ben presto in violenza fisica. A Parma esiste un centro per cercare di 'liberare' gli uomini dalla violenza, un percorso terapeutico curato dai professionisti dell'Ausl di Parma, attivo presso la Casa della Salute di Parma Centro. Ma chi sono gli uomini, che a Parma, si rendono conto di esercitare violenza e chiedono aiuto? "La maggior parte delle richieste di aiuto arrivano da uomini nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 50 anni: si tratta di un dato che conferma ancora una volta la teoria che identifica il principale fattore responsabile di comportamenti violenti nel background socio-culturale degli individui e non in patologie psichiatriche".  Il dottor Alessio Testi è il responsabile centro Liberiamoci dalla violenza dell’Azienda Usl di Parma.

Il Centro Liberiamoci dalla Violenza è operativo nella Casa della Salute Parma Centro. E' aperto da martedì a venerdì, si accede tramite appuntamento telefonico. È possibile contattare il Centro: telefonicamente al numero 335 6527746 dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 15.00 e via e-mail all'indirizzo ldv@ausl.pr.it

Quando nasce e cos'è il centro Liberiamoci dalla violenza?

"Il Centro LDV di Ausl Parma inizia la propria attività nel 2014, con il lavoro di una equipe di psicologi-psicoterapeuti dell’unità operativa Salute donna del distretto cittadino. Il Centro, parte di una rete regionale, ha due obiettivi principali: proteggere le donne e aiutare gli autori delle violenze a interrompere questi comportamenti, attraverso assunzioni di responsabilità e consapevolezza. Il Centro si rivolge a uomini che chiedono aiuto rispetto al timore di agire violenza nei confronti di compagne, mogli, partner o ex partner, residenti nel territorio di Parma e provincia. Il comportamento violento, infatti, è considerato una scelta dell’individuo e non un atto di perdita di controllo, e può interrompersi con la piena assunzione di responsabilità e con l’impegno a mettere in atto comportamenti alternativi alla violenza". 

Come avviene l'accesso al servizio e quanti uomini sono stati seguiti dall'apertura del centro? 

"L’accesso avviene esclusivamente su base volontaria, attraverso un contatto telefonico o via e-mail, per la definizione di un primo appuntamento conoscitivo. La prima fase di consultazione, che può durare fino a quattro colloqui, ha una finalità esclusivamente valutativa e non di trattamento; solo successivamente l’equipe potrà esprimersi in merito all’idoneità dell’utente ed eventualmente impostare un percorso di accompagnamento al cambiamento. Dal 2019 al 2023 gli uomini che hanno seguito il percorso individuale nel Centro sono stati complessivamente 224: di questi, più della metà solo nel biennio 2022-2023 nel quale, inoltre, sono stati registrati più di 700 contatti con utenti. Nell’anno corrente, gli uomini che hanno richiesto un accesso alla fase di valutazione preliminare sono, al 30 aprile 2024, 19" 

Alessio Testi, responsabile del Centro Liberiamoci dalla violenza

Quali fasce d'età sono più rappresentate? 
 
"Le richieste di aiuto al Centro LDV provengono, nella maggior parte dei casi, da uomini nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 50 anni: si tratta di un dato che conferma ancora una volta la teoria che identifica il principale fattore responsabile di comportamenti violenti nel background socio-culturale degli individui e non in patologie psichiatriche o abuso di sostanze più probabili tra i giovani"

Che tipologie di situazioni si sono presentate al vostro sportello e come avviene l'accesso? 

"La presa in carico e l’inizio di un percorso di trattamento presuppongono da parte dell’uomo che si rivolge al Centro LDV il riconoscimento di agiti riconducibili ad una o più delle forme in cui la violenza nei confronti della donna si può coniugare: verbale, fisica, psicologica, materiale, economica o sessuale. Inoltre, è fondamentale la cessazione e l’assunzione di responsabilità rispetto a episodi violenti, con un impegno costante ad evitare il ripetersi di questi atti.

Un manifesto della campagna-4

Nel concreto quali sono le fasi di intervento per seguire gli uomini che cercano di liberarsi dalla violenza? 

"Se, dopo i primi incontri valutativi, gli uomini che contattano il Centro vengono valutati idonei, può iniziare il percorso individuale vero e proprio. Questo si articola in incontri psicoterapici a cadenza settimanale o bisettimanale (Legge 168 del 24.11.2023) e prevede, come da Conferenza Permanente per i Rapporti Stato Regioni, Atto n.184 del 14 settembre 2022, una durata minima di 60 colloqui. Il programma di accompagnamento al trattamento utilizzato dal Centro LDV prevede un percorso di lavoro clinico, organizzato in diverse fasi, nelle quali potrà essere eventualmente coinvolta anche la partner/ex partner. II percorso si considera concluso se vi è l'assenza di comportamenti violenti riportati da parte dell’uomo, consapevolezza delle motivazioni che sono state alla base della violenza agita e la valutazione di azioni riparative rispetto alle conseguenze della violenza. Nel programma LDV sono inoltre previsti incontri di follow-up a 6 mesi, uno e due anni dal termine del percorso, con la finalità di monitorare i processi terapeutici acquisiti e la tenuta degli esiti dell’intervento. Esistono anche dei criteri di esclusione dal programma, che possono essere rappresentati da problematiche non trattate di utilizzo, abuso o dipendenza da alcool e/o altre sostanze e patologie di rilevanza psichiatrica, quando queste prevedano la
necessità di un trattamento specialistico preliminare competente" 

Quali sono gli atteggiamenti più comuni che, se un uomo esercita, possono portare alla violenza psicologica o fisica? 

"E’ molto difficile, se non impossibile, determinare un identikit dell’uomo violento; è però certo che i casi di violenza trattati non hanno quasi mai un’origine patologica (dall’apertura del Centro i pazienti inviati al Centro di salute mentale si possono contare sulle dita di una mano), quanto una motivazione socio-culturale. La violenza è molto spesso generata da modelli, aspettative e stereotipi che ancora oggi vengono assimilati dai maschi fin da bambini. Sono queste, e in particolare il retaggio di una cultura patriarcale, le principali cause che possono portare a comportamenti violenti: molto spesso tutto inizia con un limite imposto, un insulto o uno spintone nella convinzione che questi atteggiamenti siano del tutto normali o “comprensibili”, che siano provocati dal “troppo amore” oppure che la responsabilità degli stessi sia imputabile alla (ex) partner" 


 

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