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Alluvione: "La colpa non è degli animali"

Le associazioni animaliste ribadiscono che il disastro nel Modenese non è causato dagli animali, ma da cementificazione del territorio, impermeabilizzazione del suolo e agricoltura intensiva dell'uomo

alluvione

“Dire che gli animali sono responsabili del gravissimo dissesto idrogeologico che da decenni colpisce il nostro territorio è semplicemente ridicolo. E’ un pericoloso scaricabarile in quanto svia l’attenzione dai veri problemi fra cui cementificazione del territorio, impermeabilizzazione del suolo e agricoltura intensiva, come evidenziato da dati scientifici”. Questo è quanto denuncia E.N.P.A., ribadendo che “sono rispinte le accuse di chi, evidentemente mosso da scarsa conoscenza di scienza è territorio, sfrutta la tragedia del Modenese per fare gli interessi di alcune lobby”. Come scienza e buonsenso ci dicono, non sono certamente le nutrie, o altri animali, a cementificare, trascurare gli argini dei fiumi, sradicare colline e montagne, disboscare indiscriminatamente il territorio o  distruggere la biodiversità del nostro Paese, un tempo noto come Giardino d’Europa. “A farlo - ribadisce la Protezione Animali - sono invece gli interessi privati di quanti, anzi che proteggere il territorio (patrimonio comune) ci lucrano sopra senza preoccuparsi dei danni ad esso inferti. Ieri le volpi, oggi le nutrie, domani i cinghiali… tutti capri espiatori, ma abbiamo bisogno di amministratori efficienti che intervengano per sanare il degrado ambientale". Anche per il WWF la responsabilità di questa devastazione deriva dell’aggressione al territorio ed “è colpa degli uomini, non degli animali”. A giudizio di Coldiretti Emilia Romagna “l'aumentata impermeabilizzazione del terreno rende tutte le operazioni di intervento più lente. E’ indispensabile dichiarare lo stato di emergenza in modo da avere risorse per intervento immediato e far ripartire le imprese messe in ginocchio dall’alluvione e dal terremoto”. Inoltre la Coldiretti punta il dito contro le nutrie: “Bisogna pensare in termini di prevenzione, quindi occorrono piani per sgomberare fiumi e canali dalla loro presenza”. La questione è giunta all’attenzione del Governo tramite un’interrogazione del deputato mantovano Marco Carra, che chiede di valutare e approvare la sua proposta di legge che inserisce le nutrie nelle specie cacciabili. 

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