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"L'arte e la follia", per parlare del significato dell'arte oggi

Una rassegna per conoscere il significato dell'arte, oggi, secondo i vari stati dell'essere umano, e che questa volta compie un'analisi in rapporto alla follia

 

 
L'arte è invenzione, creatività e rottura degli schemi di ogni epoca. La follia diventa ripetizione, fissazione, violenza o erotizzazione delle cose che ci circondano. Per conoscere l'insieme contemporaneo di tecniche e attività volte alla rappresentazione del valore estetico, in rapporto a quello stato di alienazione mentale che va contro senno e giudizio, giovedì 26 gennaio (dalle 21 alle 23), presso la Sala Civica del Comune di Noceto “L'arte e la follia” - incontri sul significato dell'arte oggi; una rassegna che esplora un'affascinante disciplina in rapporto a vari stati dell'essere umano, e che questa volta propone un'analisi coinvolgente guidata dai partecipanti. Durante la serata, infatti, interverranno M. Bartolotti, E. Bignetti, G. Garaffa e G. Pasquali, seguiti dalla performance teatrale “Lasciami leggere!” di ARCOIRIS ARTI che, unendo espressività corporea alla musica, alla Capoeira e alla poesia, dà vita ad una fusione che diventa arte scenica. Arte e follia non fanno coppia, qualche volta si fanno compagnia ma non c'è rapporto preferenziale fra loro: la prima è un evento piacevole, la seconda una condizione dolorosa. Tuttavia, trovano punto in comune nella frantumazione delle convenzioni come valvola di sfogo. Tutti gli individui hanno forte immaginazione e sanno lavorare con la fantasia fino a poter creare, effettivamente, opere nell'ampio “contenitore” della arti. La storia delle arti visive e letterarie presenta molte personalità riconosciute a livello universale (pensiamo a Van Gogh il “pittore malato” per eccellenza o a Leopardi, lo scrittore perennemente afflitto “dall'irraggiungibile infinito”), coloro che sono riusciti in qualche modo ad organizzare la loro dimensione immaginativa, le loro proiezioni deliranti e a costruire opere pacifiche che rappresentano una follia più tollerabile. Accade che, talvolta, l'arte sia rifugio della follia o che, viceversa, questa trovi conforto nell'arte. Ed è proprio qui che entrambe si incontrano per trovare un senso. “L'arte e la follia” aiuta a capire questo complesso rapporto, oggi. L'appuntamento è ad ingresso libero.
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Vivo a Parma e vorrei diventare scrittrice. Amo gli animali sin da quando ero bambina, e crescendo ho imparato che l'animalismo è una prospettiva migliore tramite cui vivere il mondo, perché insegna a rispettare ogni essere vivente. Fortemente impegnata in questo campo come volontaria E.N.P.A., vivo insieme a Totoro e Takechi, non solo conigli, ma veri e propri compagni di vita

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