Lunedì, 17 Maggio 2021
Animal voice

Opinioni

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A cura di Giada Bertini

“Millenium – Uomini che odiano le donne” 2012

Dopo il successo della prima versione svedese, tradotta in italiano nel 2007, è uscito nelle sale cinematografiche il remake 2012 dell'omonimo film

Spesso leggere un libro e poi vederne la trama sviluppata in un film può essere deludente, ma può anche accadere il contrario: le pagine lette possono non soddisfare come la pellicola cinematografica. Ma quanto ci si può aspettare da un film e dal suo remake? Basta vederli entrambi, la risposta è soggettiva. Il 3 febbraio a Parma, come in tutte le sale cinematografiche, al Cinecity (zona Campus) e al Warner Village (Barilla Center) è uscito, per la seconda volta, “Millenium – Uomini che odiano le donne”. Si tratta del remake 2012 dell’omonimo film arrivato in Italia nel 2007. Il primo riscosse successo ma questa volta è stata Hollywood a non farsi scappare l’occasione di lanciare un talento emergente come Mara Rooney, la “nuova” Lisbeth Salander. Infatti, il best seller di Stieg Larsson è stato riadattato al grande schermo e, dopo la prima fortunata versione svedese (tradotta in italiano) che vide protagonista Noomi Rapace negli stessi panni dell’eroina bisex e cyberpunk, nella pellicola statunitense, firmata da David Fincher,  il ruolo della protagonista è affidato alle ventiseienne Mara Rooney (“The Social Network”), che, oltre a notevole visibilità, ha già incassato una nomination per l’Oscar. Per il resto il film restituisce quasi fedelmente sia la trama sia il senso generale del thriller, calando gli spettatori nell’atmosfera cupa e decisamente fredda dell’isola abitata dalla tormentata famiglia Vagner. A differenza di Niels Arden Opley, regista della trilogia originaria, David Fincher è assai più crudo e “dark”, e si avvale di un Mikael Blomkvist (secondo protagonista) molto più determinato interpretato da Daniel Craig a confermare il successo che il giornalista d’assalto di Millenium, nel romanzo, dimostra di avere con le donne. Per saperne di più basta andare al cinema. 

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