Animal voice

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Sushi, da cibo di strada ad arte culinaria da difendere

Una tradizione gastronomica per diffondere la cultura giapponese e aprire la mente a nuovi modi di mangiare

La cucina giapponese è sana, variegata da piatti raffinati, ingredienti semplici presentati secondo gusto estetico. Se per apprezzare un piatto è importante mangiarlo con gli occhi, il sushi soddisfa vista e anche palato. Fra le migliori al mondo, la cucina nipponica cambia le aitudini alimentari: a Parma i ristoranti giapponesi, sorti come funghi, hanno condizionato gli abituè delle enoteche del centro che ora popolano i Sushi bar. La preparazione sbagliata di questo cibo, spesso eseguita da cuochi inesperti, è conseguenza di eccessiva popolarità, al contrario è necessario un lungo apprendistato: quattro anni prima di poter toccare un coltello, dieci per essere considerati chef, professione tradizionalmente ritenuta maschile data l'opinione secondo cui la temperatura corporea delle mani femminili, (più alta che negli uomini), potesse danneggiare il pesce durante la lavorazione. In Italia, per qualificare l'arte culinaria giapponese è sorta, nel 2003 a Milano, l'Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi, nelle cui strutture i cuochi, giapponesi, sono diplomati in Giappone. "Sushi" fa riferimento a riso, (chicco piccolo), aromatizzato all'aceto, base cui si aggiunge pesce, crostacei, verdura per comporre pietanze abilmente modellate o involtini arrotolati in alga nori. Si crede che le origini risalgano ai monaci buddisti tornati nella Cina del VII secolo, e ad un antico metodo di conservazione del pesce crudo, deposto a strati con sale alternato a riso, tenuto pressato giorni e lasciato a fermentare mesi. Con l'aggiunta di aceto di riso sono stati accorciati i tempi del processo, ma è solo nel 1820, a Edo, (attuale Tokyo), che compare una ricetta simile a quella odierna, momento in cui il sushi inizia ad essere composto, e venduto per strada fino alla seconda Guerra mondiale. Non va confuso con il sashimi, pesce crudo tagliato sottile, da mangiare con wasabi e salsa di soia; solitamente servito come prima portata per un corretto equilibrio di sapori nel corso della cena. Ci sono molti tipi di sushi: nigiri, maki hosomaki, futomaki, huramaki, e tanti altri, ognuno con caratteristiche proprie. A Parma si trovano altrettanti ristoranti giapponesi: Gainen, (via Mantova), Koi, (viale Mentana), Fuji, (viale dei Mille), Shibuya, (viale Milazzo), Mishi Mishi, (viale Fratti), Oishii Kaiten Sushi (Barilla Center), appartenente alla categoria dei kaiten-sushi, dove su un nastro trasportatore passano piatti con pietanze preparate minuti prima, e Sushi King, (via Emilio Lepido), ottimo take away. Mentre un tempo i migliori venditori erano quelli con la tenda bianca più consumata dai clienti che si pulivano le mani, oggi i Sushi bar da frequantare sono quelli conosciuti grazie al passaparola. Mangiare giapponese è un'esperienza culturale, una tradizione da conoscere e rispettare.

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Vivo a Parma e vorrei diventare scrittrice. Amo gli animali sin da quando ero bambina, e crescendo ho imparato che l'animalismo è una prospettiva migliore tramite cui vivere il mondo, perché insegna a rispettare ogni essere vivente. Fortemente impegnata in questo campo come volontaria E.N.P.A., vivo insieme a Totoro e Takechi, non solo conigli, ma veri e propri compagni di vita

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