Primo Soccorso in pillole

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Shock anafilattico: come riconoscerlo e cosa fare

Lo shock può essere definito come l'incapacità da parte del sistema cardiovascolare di fornire una quantità sufficiente di sangue ossigenato ai tessuti: è una condizione nella quale il sistema immunitario reagisce in modo "sproporzionato" ad un allergene (sostanza in grado di produrre reazioni allergiche) provocando una imponente vasodilatazione e permeabilizzazione dei piccoli vasi sanguigni (capillari) e la fuoriuscita della componente liquida del sangue nel tessuto corporeo

Il termine shock indica una condizione patologica molto grave per il paziente, ad insorgenza più o meno rapida. Non dobbiamo confondere tale quadro patologico con ciò che nel linguaggio comune viene inteso con questo termine, ovvero una forte reazione emotiva scatenata da un evento drammatico o tragico.

Lo shock può essere definito come l’incapacità da parte del sistema cardiovascolare di fornire una quantità sufficiente di sangue ossigenato ai tessuti. Esistono diverse suddivisioni sulle cause che possono portare a questa condizione patologica, una semplice ma utile classificazione prevede: 

- SHOCK PER DIMINUIZIONE DI VOLUME DEI LIQUIDI - Emorragia-Shock Ipovolemico

- SHOCK PER AUMENTO DEL DIAMETRO DEI VASI - Neurogeno/Anafilattico/Settico

- DIMINUZIONE DELLA FORZA DEL CUORE - Cardiogeno

Lo shock anafilattico è quindi una condizione nella quale il sistema immunitario reagisce in modo ”sproporzionato” ad un allergene (sostanza in grado di produrre reazioni allergiche) provocando una imponente vasodilatazione e permeabilizzazione dei piccoli vasi sanguigni (capillari) e la fuoriuscita della componente liquida del sangue nel tessuto corporeo. Questo è dovuto alla imponente liberazione di una sostanza chiamata istamina. 

Il cuore tenta di mantenere la pressione sanguigna e incomincia a battere sempre più velocemente. Il battito cardiaco aumenta e la pressione sanguigna continua a scendere. Il forte calo di pressione comporta che organi vitali come il cuore, i polmoni e il cervello non vengano irrorati sufficientemente, si ha una crisi cardio-circolatoria che causa la perdita di coscienza e il collasso. In assenza di un immediato trattamento di emergenza, lo shock anafilattico può essere fatale.

Lo shock anafilattico può manifestarsi improvvisamente nell’arco di pochi secondi o minuti, ma anche alcune ore dopo il contatto con l’allergene.

L’anafilassi non è prevedibile e può essere fatale. Se in precedenza la reazione allergica è stata debole, ciò non significa che la volta successiva l’allergia si manifesterà con la medesima intensità.

Cause e fattori scatenanti
I fattori scatenanti più frequenti degli shock anafilattici sono, per gli adulti, il veleno di insetti, seguito da farmaci e alimenti. Nei bambini, invece, gli alimenti sono al primo posto, seguiti dal veleno di insetti al secondo e dai farmaci al terzo.

Insetti; le allergie al veleno di insetti più diffuse sono quelle provocate da punture di api e vespe. In singoli casi, anche i calabroni e i bombi possono scatenare reazioni allergiche.

Alimenti; Noci, mandorle, noci del Brasile, anacardi, nocciole, pistacchi,  arachidi, legumi (p.e. lenticchie), sedano, sesamo, pesci, crostacei, latticini, uova, soia, frutti.

Farmaci; p.es. antibiotici, FANS (p.es. ibuprofene), altri fattori scatenanti possono essere il lattice naturale (gomma) o sforzi eccezionali in genere associati ad altri fattori.

Segni e Sintomi Shock 
Il quadro sintomatologico associato allo shock anafilattico, complesso e multiforme, passa generalmente attraverso una serie di manifestazioni di gravità crescente: 

→ brusco calo pressorio e tachicardia → pallore intenso, orticaria generalizzata prurito che inizia di solito a mani e piedi), sudorazione profusa con cute fredda, vertigini, senso generalizzato di grave malessere, ansietà, angoscia, raucedine, abbassamento della voce, disfonia, tosse stizzosa;

→ angioedema delle vie aeree superiori → broncospasmo e importanti difficoltà respiratorie, tachipnea con respirazione superficiale; possono comparire sintomi enterici (dolori addominali, nausea e vomito) e si apprezza una reazione cutanea generalizzata (arrossamento e prurito diffuso);

→ cianosi (colorazione bluastra della cute) e marcata sensazione di soffocamento;

→ collasso circolatorio, perdita di coscienza e convulsioni → coma e morte che sopraggiunge in seguito all'asfissia, alla grave ipossia o per arresto cardiocircolatorio legato all'ipotensione severa.

La comparsa dei sintomi tipici dello shock anafilattico segue l'esposizione all'allergene di un tempo variabile da pochi secondi ad oltre un'ora (intervallo medio inferiore ai 10 minuti), subendo in tal senso l'influenza di diversi fattori, come la struttura e la via di introduzione dell'antigene (orale, inalatoria, endovenosa...). Nelle forme ad esordio rapido, per esempio, lo shock anafilattico compare in maniera brusca, scorporato dai prodromi appena elencati. 

Dal momento che soltanto una terapia tempestiva ed adeguata può riportare progressivamente alla normalità i parametri vitali ed il quadro clinico, la prognosi è tanto più grave quanto più breve è il tempo che intercorre tra l'esposizione all'allergene e la comparsa del quadro clinico tipico dello shock anafilattico. Inoltre, è noto come la gravità della reazione allergica sia inversamente proporzionale al tempo di insorgenza, anche se in alcuni casi una sintomatologia grave può manifestarsi a distanza di alcune ore. 

Comportamento 
Allertare i soccorsi chiamando il 118, dare informazioni precise sul luogo dove si trova l’infortunato e sull’accaduto. Ascoltare attentamente le istruzioni del personale 118 al telefono.

Se il paziente colpito da shock anafilattico è noto per questo tipo di patologia, dovrebbe avere con se una penna preconfezionata con adrenalina, simile a quella da insulina, ascoltare le istruzioni del 118 e somministrare la dose preconfezionata nella penna. 

Se il paziente è stato colpito da un insetto, NON TOGLIERE IL PUNGIGLIONE, potreste peggiorare la situazione. NON DARE DA BERE ALL’INFORTUNATO

Adagiare supino il paziente e rimanere con lui controllando attentamente le funzioni vitali e riferendo al 118 qualsiasi evoluzione.

Soccorso professionale
Una volta arrivati i soccorsi, il personale professionista provvederà a monitorizzare i parametri vitali, somministrare liquidi attraverso una via venosa, somminstrare Ossigeno e farmaci che contrastano l’avanzare della reazione anafilattica, quali antistaminici, cortisonici, e se la situazione è veramente grave anche farmaci vasoattivi quali l’adrenalina. 

Lo staff di EmergencyRoom
Responsabile sanitario Dr. Michele Musiari

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