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Alloggi universitari parmigiani: su 5 solo 1 con l'aria condizionata

Si soffre il caldo in Cavestro, Ulivi, Volturno e Montebello. La San Pancrazio è l'unica refrigerata

Come ogni anno, durante la sessione di giugno e luglio, gli studenti che abitano le residenze Er.Go lamentano la mancanza di aria condizionata nelle stanze. Gli unici che non risentono del caldo sono gli studenti della San Pancrazio, dove l'impianto per l'aria condizionata è stato inserito durante la ristrutturazione. In Volturno, Montebello, Ulivi e Cavestro non è stato fatto lo stesso. Eppure i condizionatori che d'inverno emettono aria calda sono predisposti anche per l'emissione di aria fredda ma non si è provveduto, durante le rispettive ristrutturazioni, a ultimare i lavori per attivare questa funzione. 

Non è difficile immaginare il disagio degli studenti che si ritrovano a dover studiare per gli esami della sessione estiva in piccole stanze afose dove l'aria stenta proprio a circolare, data la presenza di finestre solo da un lato della stanza. Per non parlare di chi abita ai piani più alti: "Quando batte il sole si è costretti a barricarsi in casa al buio ed è allora che inizia la sauna!"

Secondo il regolamento Er.Go, inoltre, non si potrebbero nemmeno utilizzare elettrodomestici estranei a quelli già predisposti dagli alloggi stessi e, quindi, anche l'utilizzo di ventilatori o mini-condizionatori portatili sarebbe bandito. Ma, almeno per i ventilatori, i responsabili Er.Go chiudono un occhio. Di certo un ventilatore che smuove aria calda non fa molto ma gli studenti si accontentano. Devono.

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Più volte si è provato a richiedere la messa in funzione dell'aria condizionata nelle residenze che ne sono prive ma la risposta da parte dei responsabili è sempre stata: "I lavori richiederebbero dei costi che attualmente non potremmo sostenere". Oltretutto i lavori da fare non sarebbero nemmeno semplici poiché in alcuni casi ci sarebbero da rivedere le tubature delle intere strutture. Questo comporterebbe tempo e la chiusura degli alloggi. Dunque, consapevoli di ciò, gli studenti affollano le biblioteche più fresche o le zone d'ombra del Parco Ducale per studiare... cercando di stare in casa, soprattutto nelle ore più calde, il meno possibile.

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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