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Biblioteche parmigiane: il parere degli studenti

Alcune opinioni riguardanti uno degli ambienti più frequentati dagli universitari

Qual è l'ambiente che racchiude maggiormente l'essenza della vita universitaria? Sicuramente l'aula dove gli studenti assistono alle lezioni dei docenti ma ancor di più lo è la biblioteca! Che sia quella di Economia, Medicina, Lettere o Lingue non fa differenza, l'aria che comunemente si respira è la solita: ci sono i "fedelissimi" al solito posto dalla solita ora che restano imperterriti sui soliti libri fino alla chiusura, ci sono i "chiacchieroni" che trascorrono il loro tempo a socializzare e che si alzano dalla sedia ogni 10 minuti per un'interminabile pausa caffè in cortile e poi ci sono i "disperati" in fase pre-esame che affannano in pochi giorni lo studio per la data incombente! Ma quali sono le biblioteche più gettonate dagli studenti parmigiani? E perchè preferire la biblioteca allo studio a casa o viceversa? Gemma (20 anni), studentessa di Biologia, afferma: «Per quanto riguarda il Campus, ogni facoltà ha la sua biblioteca e sono tutte ben fornite e ben funzionanti... l'unica pecca è che ci sono pochi posti disponibili ma dipende dalle facoltà, quella di Biologia è abbastanza piccola. Noto che comunque c'è sempre personale a disposizione, le aule sono luminose e ben climatizzate ma io preferisco studiare a casa perchè le nostre biblioteche chiudono molto presto, verso le 18.00. La biblioteca che preferisco in assoluto è la Palatina, vicino alla Pilotta, non la cambierei con nessuna: è quella che mi ha colpito di più, bellissima!» Martina (25 anni), studentessa di Lettere, ha invece sperimentato diverse biblioteche: «All'inizio della mia carriera accademica ho frequentato la biblioteca del Dipartimento di Lingue e devo dire che, se non fosse stato per il corso di studi male organizzato, quello di Lingue è uno dei plessi universitari più curati di Parma: la biblioteca è confortevole, silenziosa, spaziosa e mette a disposizione internet e computer. La biblioteca di Economia, invece, trovo che sia molto grande e dispersiva... le prime volte che andavo a studiare lì mi sentivo molto "english student" per i tavoli a spicchi e la tesserina magnetica per entrare! Ho smesso di frequentarla per il personale bibliotecario scortese e le troppe limitazioni, come l'impossibilità di usare il collegamento ad internet per gli studenti che non siano prettamente della Facoltà di Economia e il divieto di utilizzare il cellulare, con tanto di espulsione se dovesse capitare di rispondere ad una telefonata! Il personale della biblioteca di Storia è, al contrario, molto disponibile, le sale-studio sono spaziose ma l'unica cosa che non mi piace di questa biblioteca è l'obbligo di "abbandonare" borsa e oggetti negli armadietti all'entrata... ci si deve sottoporre ogni volta alla noiosa pratica: "firma più documento, più chiavi dell'armadietto", credo sia un limite per chi voglia fermarsi anche solo mezz'ora! La più pratica e funzionale resta per me la biblioteca di Lettere, dove chiunque può accedere, senza limitazioni eccessive! Unico accorgimento è quello di arrivare presto se ci si vuole assicurare una postazione, dato il numero ridotto.» In conclusione, anche Marco (21 anni), studente di Medicina, ci dice cosa ne pensa: «La biblioteca di Medicina è una bella biblioteca con un ambiente tranquillo, è comoda per noi che studiamo Medicina e per le varie professioni sanitarie. Come altre biblioteche ho frequentato quella di Economia e mi piace molto dato che è nuova e possiede tavoli con vari spicchi che a mio parere aiutano la concentrazione. L'unica critica che vorrei fare alla città di Parma deriva dall'aver notato l'assenza di una Biblioteca Civica con posti a sufficienza, (dato l'elevato numero di studenti che la città possiede) che sia dunque aperta anche di sabato, per esempio, quando le altre biblioteche sono chiuse.»

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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