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Cucina universitaria: i piatti tipici del menù studentesco

Come ci si arrangia ai fornelli vivendo fuori dalle mura familiari?

Studenti in cucina

Ecco la scena tipo di uno studente che rientra a casa dopo un'intera giornata in biblioteca o di lezione: attanagliato da una fame immensa e dal pensiero delle prelibatezze che mamma preparerebbe, apre il frigo con foga ma, vedendolo vuoto, cade nello sconforto più totale. Quanti di voi si rivedono in questa situazione? Che sia per pigrizia o per svogliatezza, la spesa al supermercato resta uno dei gesti quotidiani più odiati dagli universitari che vivono fuori dalle mura familiari. Infatti il problema di solito non è cucinare ma "cosa"!  Nei casi più disperati intervengono prontamente gli spaghetti aglio, olio e peperoncino o meglio ancora kebab e pizza d'asporto, che evitano la fatica di mettersi ai fornelli (compresa quella di lavare i piatti) e che soddisfano, dopo una semplice telefonata, anche lo studente più affamato. Anche il cibo cinese d'asporto riscuote successo, ma rischia di appesantire il dopocena. A seguire, nella lista dei tipici piatti universitari troviamo sul podio i "classici e veloci" da preparare. La pasta col pesto, rigorosamente pronto, è uno dei piatti prediletti insieme alla carbonara con uova e pancetta e alla semplice pasta col tonno. Un'altra importante caratteristica di questi piatti, oltre al giusto compromesso tra gusto e rapidità, è il risparmio economico che costantemente gli studenti ricercano anche a tavola. Per i secondi si prediligono le piadine, farcite con le più disparate fantasie (a Parma rigorosamente con crudo), le uova al tegamino o la frittata e l'hamburger, per cui basta un po' d'olio in padella e il gioco è fatto (spesso accompagnato da patatine fritte surgelate e salsine "chimiche"). Da non dimenticare toast, wurstel e cotoletta, pratici e veloci. Tra i piatti più elaborati, ma altrettanto semplici e usuali tra gli studenti, troviamo: l'amatriciana, per la quale basta aggiungere il sugo (a volte anche pronto) ad un soffritto di pancetta; la pizza rustica, anche in tal caso farcita con le più disparate fantasie; le scaloppine, gustose e nutrienti; la pasta con la panna, accompagnata preferibilmente da salmone o cubetti di prosciutto; pasta con le zucchine, di sicuro più salutare della precedente. Per gli studenti di Parma, i tortelli freschi conditi con burro e salvia costituiscono una vera e propria prelibatezza ed un rifugio sicuro nel gusto genuino di questa terra. Anche le lasagne non mancano nel menù studentesco, preparate solitamente nel weekend (quando si ha più tempo da dedicare alle arti culinarie e qualche ospite in più da invitare), richiedono qualche minuto in più di cottura nel forno ma, almeno una volta al mese, non ci si può privare di besciamella e sugo alla bolognese! I sughi, a tal proposito, sono una delle prime specializzazioni culinarie che uno studente apprende con poca pratica, poichè, in mancanza di idee e fantasia, saziano sempre e senza distruggere lo stomaco. Pasta e pomodorini, invece, nelle giornate più calde. Per quanto riguarda il riso: in bianco quando si è influenzati (oppure in brodo), con lo zafferano quando si desidera qualcosa di leggero e sfizioso e... col riso che avanza? Arancini! Quando si è fuori casa, è ovvio che il pasto tipo sia costituito dal fedelissimo panino, accompagnato dai settemila caffè che sostengono lo studio giornaliero. Per quanto riguarda i dolci, gli studenti amano maggiormente dilettarsi in crepes alla nutella e tiramisù, ma i biscotti al cioccolato e le fette biscottate con la nutella restano le miniere di glucosio preferite per la loro immediatezza. Come emerge da questo calorico elenco, la dieta studentesca non è delle più sane ed equilibrate. Almeno non ci si affida ai quattro salti in padella surgelati ma resta di fatto che non molto spesso si consumano verdure e legumi (solitamente gli spinaci surgelati e le insalate in busta placano le coscienze). È pur vero però che, man mano che gli anni passano, si tende sempre più a differenziare il proprio menù studentesco, curiosando tra nuove ricette e variando gli apporti nutritivi (aggiungendo pesce e verdure). Lo stimolo maggiore, per questa evoluzione culinaria, è dato dal fatto che il primo anno avrete consumato talmente tanto tonno e pesto (varianti alla siciliana o alle noci incluse) che vi sarà venuto a nausea persino l'odore!    

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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