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L'eco mediatica di Grillo: impatto negativo sul linguaggio politico e giovanile?

Pendevano dalle sue labbra in migliaia ieri in Piazzale della Pace dove il comico ha elogiato i cittadini parmigiani

Sostiene che la rete sia una fonte di informazione globale e un mezzo dirompente che può cambiare la società, definendosi un sostenitore della democrazia diretta e delle iniziative dal basso. Così Beppe Grillo si è fatto promotore di numerose liste civiche a suo nome e di un movimento politico nazionale chiamato “MoVimento 5 Stelle”, ove le cinque stelle rappresentano gli argomenti che maggiormente gli preme trattare: acqua pubblica, trasporti, sviluppo, connettività e ambiente. Ma, oltre a questi cinque argomenti, Grillo si occupa ormai di qualsiasi tematica d’attualità all'interno del suo blog come avviene in ogni notiziario televisivo, radiofonico o quotidiano cartaceo. Il modo in cui ne parla, però, è diverso. Oltre ad emergere un forte punto di vista personale, un costante ricorso a metafore che possano indurre il lettore a paragonare eventi e dinamiche politiche messi in relazione tra loro, nei suoi articoli appaiono anche regionalismi e turpiloqui che contribuiscono all’informalità tipica del linguaggio “blogghistico”

A proposito di linguaggi scurrili sdoganati nel web il comico/blogger aveva dichiarato: «In Internet c’è gente colta ed educata: per dirti una parolaccia scrivono “c…o”!». Ma Beppe Grillo non fa parte di quelli che le mandano a dire. Divenuto famoso anche per il V-Day del 2007, abbreviazione di Vaffanculo Day (un’iniziativa politica finalizzata a promuovere una legge di stampo popolare), Grillo non adotta “mezzi termini” nel suo linguaggio, a prescindere dalla piccola censura apportata dall’abbreviazione iniziale che rimanda alla narrazione fantapolitica di V per Vendetta. Non a caso gli accanimenti della critica nei suoi confronti non vertono solo sui contenuti ma anche sul linguaggio: “Grillo usa l’italiano del  XXI secolo, con i significati sedimentati negli anni recenti, e  si rivolge agli italiani del 2012,  sa bene che capire le ragioni degli aggressori  significa non capire le ragioni degli aggrediti perché capire nel pessimo italiano di questi anni significa questo  – scrive un giovane blogger in un articolo dal titolo Beppe Grillo, la malattia del linguaggio – e qualcuno dovrebbe preoccuparsi di curare il nostro linguaggio ammalato". Beppe Grillo viene accusato, non solo da questo blogger, per il suo “linguaggio aggressivo”, “scurrile”, per il suo “fastidioso provincialismo”. Eppure c’è chi lo elogia come un potente rinnovatore del linguaggio della politica, come colui che costituisce un grande spunto anche per gli studiosi di linguaggio corporeo, data la sua fortissima influenza sulle masse.

Può, dunque, l'eco mediatica di Grillo costituire un pericolo per le influenze negative apportate al linguaggio corrente sia giovanile che politico? Antonio Polito, direttore de Il Riformista, sostiene che la lingua diventa un po’ anche quella che i giornali e la televisione usano: "Oggi molti giovani parlano come sentono parlare in televisione, e quindi in qualche modo è anche un contributo che la stampa e la televisione hanno dato all’aggiornamento e alla evoluzione della lingua". Dunque, ripensando alle dichiarazioni che ha fatto Grillo ieri a Parma, il dubbio sorge spontaneo. Quanto giova, agli adulti che manderanno avanti la società e il linguaggio politico di domani, assuefarsi a dichiarazioni del tipo: «Vendola dice che sono l'antipolitica, che sono populista e omofobo? Ma che omofobo, mi sta semplicemente sui coglioni»? Alcuni studenti hanno commentato: "Grillo ricorda Bossi del '94! Attacca tutti e propone il nulla". 

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Ma se è vero, come sostiene Grillo, che in questo momento il mondo, senza accorgersene, sta vivendo la terza guerra mondiale, quella dell'informazione; se è vero che l'unico modo per salvarsi è sapere, conoscere le notizie e che la Rete è un mezzo che ci consente di arrivare dritti alle notizie mentre politica, televisioni e giornali arrivano sempre dopo... è anche vero che si dovrebbero salvaguardare buoni contenuti e buona lingua contemporaneamente.

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Francesco
    Francesco

    Ciao Sinceramente non penso proprio che sia Grillo il fautore principale dell'imbarbarimento dell'uso della lingua italiana , ne tantomeno che i giovani vengano influenzati dall'uso che ne fa, ma se proprio sivuole fare una battaglia si dovrebbero citare tanti programmi che influenzano di più i giovani, per esempio I Soliti Idioti. Quello che vorrei commentare però è la frase seguente  "Grillo ricorda Bossi del '94! Attacca tutti e propone il nulla" citata nell'articolo. Non ci siamo sia per il paragone, mi duole dirlo ma non era Bossi che proponeva il nulla, lui una sua idea politica precisa l'aveva, sia per il fatto che Grillo propone, propone, propone e mi sa che questo non va giù alla classe politica attuale e di conseguenza ai media che scodinzolano dietro a questo carrozzone. Ricordo che Grillo accusato di essere l'antipolitica ha portato in parlamento un numero impressionante di adesioni per le sue proposte "Politiche" , ma i politici hanno ignorato il tutto, Mi sfugge chi dei due soggetti citati abbia fatto politica e chi antipolitica. p.s. una lettura veloce al Blog di Grillo www.beppegrillo.it dimostra che l'italiano usato da Grillo non è niente male. "Il terremoto europeo", "il tabù dell'euro", "oggi, 25 Aprile", e finalmente "il partito della diarrea" dove finalmente troviamo dei torpiloqui.Grillo: impatto negativo sul linguaggio politico e giovanile? - ParmaToday

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