Università

Università

"Fare l'Erasmus ti cambia la vita": l'esperienza raccontata dagli studenti

"Purtroppo l'Università di Parma non è tra le migliori nell'organizzazione"

Studenti Erasmus

"Si, viaggiare." Non è solo il titolo di una canzone di Battisti, ma un consiglio che molti studenti reduci da esperienze all'estero dispensano ai propri colleghi universitari. Certo, non basta voler partire di punto in bianco alla volta di qualche città straniera! Bisogna compilare la domanda di partecipazione all'Erasmus e ponderare bene la propria scelta in base ad opportunità ed esigenze. «Sono stata in Erasmus in Spagna, a Malaga, da settembre 2010 a settembre 2011» spiega Alice, studentessa al terzo anno di Scienze della Comunicazione «la domanda di partecipazione non è particolarmente difficile da compilare: l'univeristà pubblica un bando e per partecipare bisogna compilare la domanda con i propri dati, allegare gli esami compiuti con relativi voti e poi aggiungere anche due righe sulle motivazioni che spingono a partecipare al programma. Il passo seguente prevede la partecipazione ad un colloquio che viene fatto dal proprio referente di corso (nel mio caso è stato il Prof. Briganti) per discutere con lui della domanda compilata; dopodichè escono le graduatorie. L'anno in cui ho partecipato io, l'univeristà pubblicava due bandi: uno ordinario a gennaio e uno suppletivo a giugno, ora penso che le cose siano cambiate e che ci sia un solo bando a dicembre /gennaio». Per quanto riguarda l'organizzazione, Alice afferma di averla trovata "buona, per quanto riguarda la parte modulistica, mediocre, invece, per quanto riguarda la parte pratica di scelta degli esami e conversione crediti, nella quale l'università ti lascia in balìa degli eventi". L'Università di Parma offre un corso di lingua di 40 ore, da seguire al Campus, nella prima settimana di settembre: «io - prosegue Alice - non vi ho partecipato poichè ero sommersa da mille altre faccende e la prima settimana di settembre non mi sembra una gran bella scelta!». I contribuiti economici a disposizione degli studenti sono i seguenti: 230 euro mensili, l'80% dei quali viene pagato a fine dicembre e il restante 20% a fine Erasmus (aggiungendo per i borsisti anche i 270€ dell'Er-Go). «Ci sarebbe poi anche un contributo dato dal MIUR del quale però tuttavia l'Università di Parma dice di non essere in possesso, mah!». Anche Francesco, studente al terzo anno di Scienze della Comunicazione, è stato in Erasmus a Granadacittà meravigliosa, come cantava Claudio Villa "città del sole e dei fior"!») da settembre 2010 a marzo 2011 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia o, meglio, "Filosofia y Letras": «Si può dire che l'Erasmus inizia l'anno prima di partire... tra varie domande e mille moduli da compilare a volte passa anche la voglia di partire. Purtroppo, a mio parere, l'Università di Parma non è tra le migliori nell'organizzazione, nessuno sa aiutarti davvero. L'Unipr mette a disposizione un corso di lingua ma anche in tal caso non sono pochi i problemi da affrontare... alla fine anch'io non sono riuscito a seguire questo corso (per me sarebbe stato anche utile dato che sono partito senza la minima conoscenza della lingua spagnola); per fortuna all'estero sono organizzati meglio: a Granada si parte con un corso di lingua base per tre mesi, con tanto di certificazione linguistica dopo l'esame finale e ci sono tante riunioni informative dove, tra l'altro, si ha il primo impatto con l'università e con tutti gli altri erasmus provenienti da tutto il mondo. Si stringe, così, subito amicizia, anche perchè si è tutti nella stessa barca... è come tornare matricole per un altro anno!». Molto spesso si sente dire che gli studenti vanno in Erasmus per passare esami che in Italia sono più difficili, è davvero così? Alice, ad esempio, è riuscita a farne quattro in un anno, però ammette che impegnandosi è possibile farne anche di più: «Diciamo che sono stata presa dallo "spirito Erasmus"! Per quanto riguarda le relazioni si viene a creare una situazione bellissima dove gli tutti gli atri ragazzi Erasmus sono la tua famiglia, conosci un sacco di culture diverse e puoi veramente aprire la tua mentalità, te la devi cavare da solo e oltretutto usando una lingua che non è la tua. Insomma, fare l'Erasmus fortifica!». Per Francesco con gli esami è andata diversamente: «Il mio è stato un caso particolare, rimanendo a Granada sei mesi, ho dovuto scegliere insegnamenti non proprio coerenti con quelli del nostro piano di studi e su quattro esami che avrei dovuto sostenere sono riuscito a portare a casa un solo esame, il che va benissimo perchè anch'io mi sono lasciato prendere troppo dallo "spirito Erasmus" e per tale motivo non posso lamentarmi! A Granada la maggior parte delle materie sono tutte annuali e sopratutto sono tutte scritte, problema da non sottovalutare per me che al momento degli esami parlavo "itagnolo" da quattro mesi». Per entrambi questi ragazzi, nonstante qualche intoppo o distrazione che possa aver messo in secondo piano lo studio, è stata comunque una stupenda esperienza formativa che si sentono di consigliare a chiunque, poichè «quello che si dice è vero: fare l'Erasmus ti cambia la vita!».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ParmaToday è in caricamento