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Italia Loves Emilia: tantissimi studenti accorsi da Parma

Le testimonianze degli studenti. In piena sessione autunnale d'esami o in pieno inizio di lezioni, gli universitari di Parma non hanno rinunciato a far parte delle 150 mila anime in fermento che hanno assistito allo straordinario concerto

In piena sessione autunnale d'esami o in pieno inizio di lezioni, gli universitari di Parma non hanno rinunciato a far parte delle 150 mila anime in fermento che hanno assistito allo straordinario concerto di Campovolo, i cui incassi saranno devoluti per la ricostruzione delle vite dei terremotati di questa magica terra. «Abbiamo preso i biglietti circa un mese fa - raccontano gli studenti ancora elettrizzati dalla scorsa notte - Siamo partiti da Parma con il treno tutti insieme, tra colleghi di Facoltà e amici (del nord e del sud Italia), verso le 13.00, consapevoli che lì a Reggio Emilia c'erano persone già accampate con tende e sacchi a pelo da due giorni prima... quindi non valeva la pena fare tutto in fretta. Appena arrivati ai cancelli ci siamo accorti della grande organizzazione: per smistare le persone avevano formato un percorso obbligato a serpentina. Alla fine di questo percorso si è aperta davanti a noi una lunga pista di atterraggio che ci portava sotto il palco. E da lì, emozioni elevate all'infinito, indescrivibili, mai provata una senzazione cosi!».

Sul palco le voci più belle d'Italia che, in chiusura, hanno cantato insieme la bellissima "A muso duro" di Pierangelo Bertoli: Zucchero, Fiorella Mannoia, Elisa, Negramaro, Jovanotti, Ligabue, Renato Zero, Nomadi, Giorgia, Claudio Baglioni, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro e Litfiba (assente la Pausini in dolce attesa). Commossi anche loro, come gli spettatori, nel far parte di un evento che ha avuto un'eco strepitosa. Canzoni come "Ti vorrei sollevare" di Elisa o "Il meglio deve ancora venire" del Liga, esplicitamente dedicate alla scossa Emilia, hanno davvero trasmesso grande e vibrante solidarietà. «Grande Liga! - esclamano ancora gli universitari di Parma accorsi a Campovolo - Grandi tutti i cantanti per lo spettacolo che ci hanno regalato! Ma grandi lo siamo stati anche noi del pubblico che non ci siamo mai stancati e li abbiamo sostenuti fino alla fine!». Ed è vero. La musica può fare davvero tanto e Baglioni, infatti, ha esclamato sul palco: «Il più bel Parlamento d'Italia. Fossero tutti così ne vorremmo molti di più di deputati: è una serata unica che ricorderemo molto a lungo».

Chi proprio non ha potuto partecipare per via di esami davvero imminenti, ha accompagnato lo studio con l'ascolto di Radio Loves Emilia che ha visto, per una sera, tutte le principali emittenti radiofoniche italiane unite per una giusta causa. A vederla anche solo su Djeey Tv, quella marea di folla che cantava all'unisono per l'Emilia, faceva rabbrividire. Alla radio ripetevano di continuo che le telecomunicazioni erano intasate e lo confermano gli studenti che hanno dichiarato di aver avuto anche il timore di perdersi tra loro nella calca, rischiando di non potersi rintracciare.

Raggiungere gli stand ristorativi, a detta dei ragazzi, era facile, poiché erano tantissimi. Meno semplice era l'utilizzo delle toilette pubbliche che risentivano di lunghissime code. All'uscita, una volta concluso il concerto, il servizio d'ordine ha fatto procedere oltre i cancelli gruppetti di circa 30 persone alla volta. Alcuni sono riusciti ad aprirsi dei varchi tra le reti per sgattaiolare fuori prima, pur di non attendere ulteriormente, soprattutto chi era appostato lì dalle 9.00 del mattino! E chi è rientrato in macchina ha dovuto fare i conti anche con il traffico ingente: un colpo di grazia per la stanchezza di chi era al volante.

Di conseguenza, questa domenica, sarà sicuramente stata trascorsa da molti ragazzi in assoluto riposo, per alleviare mal di piedi e mal di schiena che in tanti oggi lamentano. Mimmo (studente di Economia) lo conferma: «Il rientro è stato stancante. I nostri corpi sfiniti, abbiamo perso il primo treno per Parma perchè troppo pieno. Poi siamo riusciti a convincere i poliziotti a metterne un altro. Abbiamo preso il treno alle 3.15 credo... siamo arrivati a casa verso le 4 di notte. Distrutti sì, ma posso dire che ne è valsa veramente la pena».      

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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