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La scuola è finita! ...e gli universitari sono invidiosi

Primo giorno di vacanza per gli studenti delle scuole superiori: l'amarezza degli universitari nel vedere il loro entusiasmo

Come ogni giugno lo sguardo degli universitari si volge al passato trascorso tra i banchi di scuola. Oggi, infatti, è il primo giorno di vacanza per i ragazzi delle scuole superiori e il loro entusiasmo dilagante altera gli umori dei poveri studenti in preda allo studio matto e disperatissimo tipico della sessione estiva appena iniziata! Di certo per i maturandi le vacanze non sono ancora iniziate, ma siamo ben consapevoli che l'estate che li attende, se pur meno lunga delle precedenti, sarà comunque densa di libertà e spensieratezza... sentimenti del tutto estranei ormai alle estati degli universitari, costantemente afflitti dallo studio per gli esami di settembre (almeno per coloro che giungono puntualmente a sfruttare anche la sessione autunnale). Sappiamo bene, però, che non tutti i maturandi avranno un'estate esente da studio, basti pensare a tutti i ragazzi che si prepareranno ai test d'ingresso universitari. In ogni caso, tutta questa allegria per la fine della scuola non viene affatto gradita da chi è all'università, fosse solo per il fatto che, in questi momenti, un po' di nostalgia per i vecchi tempi emerge sempre. Eppure, valutando le motivazioni che spingono i ragazzi delle superiori a gioire, riemergono anche i ricordi che fanno apprezzare l'indipendenza della vita universitaria: per alcuni niente più sveglia obbligatoria alle 7 del mattino e sabati liberi, niente più materie odiate da sopportare, ma soprattutto niente più compiti a casa giorno per giorno! Insomma, basterà farsi forza pensando a questi benefici per evitare l'invidia nei confronti di chi, ahimè, è già pronto a gustarsi mare, sole e spiaggia alla faccia di chi nel frattempo versa sudore in facoltà!

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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