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Laureandi estivi, come ci si sente a pochi giorni dall'incoronazione d'alloro?

Il resoconto di Giulio, studente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, sulla sua esperienza triennale ormai agli sgoccioli

Tra sudore e libri, caldo atroce e mare che chiama... alcuni studenti sono felici di non rispondere alle tentazioni. Si tratta dei laureandi estivi che, presi dal taglio del traguardo quasi raggiunto, tralasciano il pensiero dell'estate già iniziata. E c'è chi fa di tutto per laurearsi in questa bella stagione, come Giulio (21 anni), a cui abbiamo chiesto il perchè: «Laurearmi in estate è stato uno dei miei obiettivi: obiettivo, questo, derivato da varie motivazioni. La prima è quella di voler trascorrere le giornate estive con calma e relax prima di intraprendere la specialistica, la seconda consiste nel voler finalmente avere un'estate libera a disposizione, senza toccare libri... prima o poi questo sfizio dovevo togliermelo e lo sto per fare!» Esordisce così lo studente salentino trasferitosi a Parma per intraprendere con grinta il percorso universitario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia che lo condurrà, la prossima settimana, a conseguire la laurea in Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Sarà il primo della sua classe a raggiungere il tanto invidiato traguardo e spiega di essere arrivato così presto alla meta grazie ad un'enorme forza di volontà che serve nella vita per raggiungere qualsiasi obiettivo con "facilità" e "scioltezza". «In questa ultima sessione ho dato tre esami in un giorno, ho dovuto prepararne due in una settimana e contemporaneamente scrivere la tesi in vista della data di scadenza. Per la tesi ci vuole pazienza, concentrazione e tanto tempo da dedicarvi per prepararne una di un certo spessore. Forse questa sarà l'unica pecca che ho avuto in questi tre anni: non aver avuto molto tempo per preparare la tesi. Ma sono comunque pienamente soddisfatto, perchè ho dato tutto il massimo di me stesso, superando anche dei limiti che all'inizio di questo percorso mi avevano fatto preoccupare.» Il percorso accademico di Giulio è stato, dunque, migliore di quanto potesse aspettarsi: «Rapido, indolore, efficace ed utile direi! Rapido perchè riesco a laurearmi in corso; indolore perchè non ho mai incontrato ostacoli sia dal punto di vista del sostenere gli esami, sia dal punto di vista umano, dati gli ottimi rapporti interpersonali con i colleghi; infine utile perchè ho appreso tante cose interessanti che serviranno come bagaglio per il mio futuro lavorativo.» Sembrerebbe una visione rosea dell'università, quella di questo giovane studente dalla brillante carriera, ma non sono invece mancate alcune situazioni "difettose" o poco chiare, come le definisce Giulio: «Ho notato la mancanza, a volte, di un corretto rapporto tra docente e studente e la mancanza di un sistema solido e moderno». Ma, nonostante ciò, il suo corso di studi triennale è ormai giunto al termine con successo e questo è l'importante per lui. Come si sente, dunque, Giulio nell'attesa di indossare la corona d'alloro? «Personalmente credo di sentirmi come un normale ragazzo che non vede l'ora che arrivi il giorno della proclamazione. Forse sarò emozionato, ma sicuramente sarò consapevole di aver fatto un passo importante seppur ancora di poca consistenza, in quanto al giorno d'oggi una triennale non serve a molto. Un attributo che potrebbe racchiudere il tutto sarebbe: "trepidante"!»

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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