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Università, il caso mense: «Il mio reddito non fa la differenza a pranzo»

Alla luce degli alti costi anche per i borsisti, sorge spontaneo un confronto con agevolazioni e prezzi delle altre mense universitarie italiane

«Il mio reddito non fa la differenza a pranzo - spiega una studentessa parmigiana - mentre per i miei amici che studiano in altre città, sì». Per borsisti e non, che usufruiscono del servizio mensa a Parma, il prezzo di un pasto completo standard (composto da primo, secondo, contorno, pane, bevanda, frutta e dessert) è di 5,80€. Il confronto con le altre università italiane sorge spontaneo. Nessuna divisione in fasce di reddito a Parma, a differenza di altre città come Roma, Pisa, Siena, Milano, Torino, Napoli, Bari e Lecce. Il prezzo di un pasto completo in queste città non differisce mediamente, se non di qualche centesimo, da quello parmigiano. La differenza sussiste proprio nelle agevolazioni per gli studenti con un reddito più basso o per studenti vincitori di borsa di studio. A Roma, ad esempio, uno studente di prima fascia spende solo 1,80€ per un pasto completo, mentre uno studente di ultima fascia spende circa 6,00€. A Torino, uno studente di prima fascia spende 2,50€, mentre uno studente di ultima fascia 6,50€. A Siena, uno studente borsista ha persino diritto a 250€ di pasti gratuiti. A Parma, come a Bologna, l'organizzazione delle mense universitarie è gestita dall'Er.Go. «Anni fa era diverso, c'era la divisione in fasce di reddito e il prezzo dei pasti era molto più basso - ricorda una signora laureata a Parma 20 anni fa -  oggi con la nuova gestione è tutto diverso». Il bando di concorso Er.Go per le borse di studio prevede che gli studenti possano convertire una quota di borsa in prepagato su Card per il servizio ristorativo che varia da un minimo di 220€ ad un massimo di 550€. L’Azienda eroga un contributo aggiuntivo pari al 36, 36% della quota di borsa convertita. Tale quota, qualora non esaurita nell’anno accademico di riferimento, può essere utilizzata dagli studenti per l’accesso al servizio ristorativo anche negli anni successivi. Per l’a.a. 2009/2010 la Dott.ssa Mariangela Alessi, direttrice dell'Azienda, aveva riportato i dati della conversione di quota della borsa in servizio ristorativo: effettuata da 1.250 studenti, di cui 334 per un importo di  550€. «Er.Go prevede, inoltre, che possano accedere in forma agevolata al servizio ristorativo anche studenti con condizioni economiche superiori alla soglia prevista per accedere alla borsa di studio, purchè in possesso dei requisiti di merito previsti per la borsa. In tal caso il contributo dell’Azienda è di 200€». Emerge, dunque, che solo una minoranza richiede la ricarica massima nella Card. A tal proposito, gli studenti affermano: «Pur avendo la possibilità di  effettuare un'alta percentuale di pasti gratuitamente, molti si rendono conto che non conviene spendere circa 600€ a mensa, dato l'elevato costo dei pasti. Si preferisce ricevere la maggior parte della borsa di studio direttamente in contanti da gestire con parsimonia e ricaricare la Card al massimo con 250€ all'anno, per qualche pasto in mensa, quando non si riesce a pranzare a casa».

Ma la qualità? A detta degli studenti, risulta comunque degna del prezzo. «Per quel che paghiamo, cioè molto meno rispetto ad un qualsiasi bar o ristorante, la qualità degli alimenti è discreta e la possibilità di scelta è varia», dichiarano gli studenti. Infatti, i menù giornalieri propongono solitamente tre primi, tre secondi caldi ed uno freddo, quick lunch e pizza. «Assaggiare la pizza della mensa Grossardi mi ha sorpreso, davvero niente male!» ha esclamato qualche studente. Altri ancora si esprimono a riguardo della mensa di Medicina: «Forse è un po' cara per noi studenti, infatti vi accedono soprattutto medici e impiegati dell'ospedale, ma proprio per questo credo che la qualità sia doppiamente accurata». E quando si parla di qualità entra in gioco anche un altro importante aspetto: l'igiene. Anche su quest'ultimo gli studenti si sono espressi positivamente: «Il primo anno ero scettica all'idea di frequentare la mensa e invece ho notato che qui a Parma è un luogo accogliente, curato nell'igiene e nell'ordine. Di conseguenza anche i piatti sono invitanti». Anche i dipendenti della Camst si dicono soddisfatti del lavoro svolto per i ragazzi. Da un'intervista rilasciata per un recente articolo, dichiaravano: «Abbiamo con loro un ottimo rapporto basato su cordialità e disponibilità e le lamentele sono rare».

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Per chi volesse mangiare qualcosa “al volo”, sono a disposizione degli studenti alcuni bar universitari della Camst, convenzionati con l'Er.Go. Per gli studenti di Economia e Lettere, vi è il bar situato all'interno del plesso universitario, in Via Kennedy 4, dove è possibile per i borsisti utilizzare la Card convenzionata. E anche al Campus, in Viale delle Scienze 57/A, vi è un servizio bar paninoteca, comodo per gli studenti che hanno poco tempo per pranzare tra una lezione e l'altra. I ragazzi di Veterinaria, invece, lamentano di avere a disposizione nella loro facoltà (con sede in via del Taglio) solo il bar paninoteca “Cornocchio”, sempre convenzionato con l'Er.Go. Questa facoltà risente della mancanza di un servizio mensa completo nelle vicinanze, poiché «mangiare ogni giorno un panino al bar, nonostante le agevolazioni, non è il massimo per la nostra dieta alimentare. Ed io - spiega uno studente - non avendo la macchina, trovo difficoltoso raggiungere il Campus ogni giorno per un pranzo completo a mensa». A disposizione degli studenti borsisti di Parma vi è anche la possibilità di utilizzare la Card dell'Er.Go in ristoranti Camst non universitari. Sono tre quelli che offrono questa opportunità: “La Magnosfera” in via Oberdan 5, comoda per gli studenti di Psicologia e Giurisprudenza; “L'isola delle 12” in Strada dei Mercati 22/A, adatta agli studenti di Veterinaria; “La Piazzetta” in via Abbeveratoia, per gli studenti che frequentano il plesso ospedaliero. «Purtroppo in questi ristoranti è possibile detrarre dalla Card solo 5,80€ al giorno - dichiarano gli studenti - e, dati i prezzi notevolmente alti, con i 5,80€ della Card riesco a prendere a malapena un primo, quando a mensa con la stessa cifra pagherei un pasto completo. Sono quindi costretto ad aggiungere altri contanti per prendere anche un secondo o un dessert. Di sicuro mangio meglio a “La Magnosfera” rispetto alla mensa universitaria, ma è palese che non conviene per noi studenti pranzare in questi ristoranti ogni giorno poiché, nonostante gli sconti Er.Go per chi ha la Card, risultano comunque troppo cari anche per i borsisti».

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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