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Studentato Volturno in lutto: deceduto uno studente di Infermieristica

Tcheuko Siani Jean Pierre, un ragazzo originario del Camerun che si stava laureando in Scienze Infermieristiche, è morto per un'epatite fulminante. Il cordoglio dei compagni di università

Nella casa dello studente in via Rossellini, una foto affissa nella bacheca dell'atrio d'ingresso ritrae Tcheuko Siani Jean Pierre, originario del Camerun, sorridente in biblioteca. I compagni di studentato e di università che lo conoscevano lo commemorano scrivendo: "Resterai per sempre nei nostri cuori papi". Per gli altri lo sgomento: "Una notizia che rattrista tutti". La voce ha iniziato a girare nei corridoi della Volturno da ieri, quando è stata affissa la sua foto. Pare che il giovane studente, iscritto al terzo anno di Scienze Infermieristiche all'Università di Parma, sia deceduto giovedì 12 gennaio all'Ospedale Maggiore di Parma a causa di un'epatite fulminante o mal curata. Non è stato reso noto il tipo di epatite di cui era affetto. Ma sarebbe un'indiscrezione irrilevante. Questa malattia, che comporta l'infiammazione del fegato, può essere di tipo A, B, C, D oppure E (maggiormente esposta al rischio di morte). Tutte le epatiti virali, a eccezione dell'epatite A ed E (il cui contagio avviene per via orale o fecale), si trasmettono attraverso il contatto con sangue infetto (trasfusioni, scambio di siringhe, tatuaggi, scarsa igiene ospedaliera o negli studi dentistici). La paura dei colleghi che studiano Infermieristica: "E se fosse stato infettato durante un tirocinio?". Ma chi lo conosceva smentisce le voci che ipotizzano un contagio fulmineo: "Ce l'aveva già, era curabile ma non è stata curata come si deve". 

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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