Università

Università

Mostra "150 anni di Sussidiarietà": dal 13 al 18 febbraio nel Chiostro della Facoltà di Lettere

Domani, alle ore 21.15, la presentazione presso l'Aula dei Filosofi a cura dello studente Simone Brusa e del Prof. Luca Castellin, entrambi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Ideata e allestita dalla Fondazione per la Sussidiarietà, realizzata da professori e studenti universitari, presentata al Meeting di Rimini alla presenza di Giorgio Napolitano e del Presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. La mostra "150 anni di Sussidiarietà" sarà visitabile dal 13 al 18 febbraio nel Chiostro della Facoltà di Lettere e Filosofia, in via D'Azeglio. Il merito dell'organizzazione va all'Associazione "Student Office" che ha potuto collaborare con l'Università di Parma e con l'Associazione "Il Pellegrino", per realizzare un'esposizione che passi in rassegna le quattro grandi fasi storiche che, dal 1861, hanno condotto all'Italia di oggi: dall'Unità alla Grande Guerra; il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale; l'Assemblea Costituente; il boom economico e il post Sessantotto. Su questo verterà la prima parte della mostra, che rivelerà come alla crescita del paese abbia contribuito, in queste fasi, la forza d'espressione delle grandi masse popolari che hanno operato secondo un'ottica sussidiaria. Il grande miracolo economico non viene interpretato solo come un'occasione per divenire la settima potenza mondiale, bensì come un'occasione di collaborazione fattiva tra i diversi stati sociali. Durante la conferenza stampa del 6 febbraio, il Prof. Greci (Presidente della Facoltà di Lettere e Filosofia) ha sottolineato l'interesse storico che i quattro nuclei tematici della mostra potranno suscitare. A suo avviso, risulta molto interessante il tentativo di valorizzare le varie forme di vivacità e intraprendenza degli individui, progredite nei decenni grazie ad una forte sinergia laico-religiosa.  Nella seconda parte della mostra, invece, verrà dato spazio alla riflessione sullo stato attuale, in cui le ragioni ideali anteporranno quelle economiche o politiche. Non a caso il sottotitolo della mostra è: "Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell'uomo". Quindi, lo spirito della mostra è quello di stimolare la riflessione sulla possibilità di ricostituire il tessuto connettivo di un popolo fatto da persone che si mettono insieme non per andare contro qualcuno o qualcosa, ma per costituire giorno per giorno pezzi di vita nuova all'altezza di desideri più profondi, di verità, giustizia, bellezza e felicità. Ma tutto questo verrà meglio spiegato domani alle 21.15, alla presentazione della mostra nell'Aula dei Filosofi in via Università 12 dallo studente di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Simone Brusa, e dal Ricercatore della Facoltà di Scienze Politiche della stessa Università, il Prof. Luca Castellin. Lunedì 20 febbraio, invece, la mostra verrà presentata nuovamente presso gli Istituti Penitenziari di Parma, dove l'esposizione rimarrà fino al 25 febbraio ma in forma ridotta. Alle ore 13.30, in Strada Burla 59, interverrà il Prof. Edoardo Bressan, docente di Storia Contemporanea alla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Macerata. La dottoressa Guiducci (dell'Associazione "Il Pellegrino"), sempre nella conferenza stampa del 6 febbraio scorso, ha sottolineato l'importanza di una diffusione culturale all'interno dei penitenziari, come atto volto alla difesa della dignità dei detenuti per rendere rivalutabile la detenzione come opportunità di riconciliazione sociale.   

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
ParmaToday è in caricamento