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Il 1° Ottobre degli studentati: tra traslochi e invasione di matricole

Alcuni pro e contro della vita collegiale in vista della giornata di assegnazione degli alloggi ai nuovi inquilini borsisti

Il 1° Ottobre è giornata di code nelle segreterie universitarie, colme di matricole ansiose di iscriversi all'università o di ritirare il proprio libretto immacolato. Ma il 1° Ottobre è anche una giornata di fermento per le portinerie degli studentati di Parma che fanno capo all'Er.Go e che ogni anno ospitano, in questo periodo, un viavai di scatoloni non indifferente. I primi a risentirne sono i portinai, fedeli impiegati Er.Go addetti alla burocrazia ma soprattutto fedelissimi guardiani degli ingressi regolamentati! Per norma, infatti, gli studenti che popolano le case-albergo, vinte per reddito e mantenute per crediti, non possono ospitare chiunque sia estraneo allo studentato. Si potrebbe considerare, questa, come l'unica pecca della vita collegiale: un piccolo sacrificio in cambio di un alloggio conveniente dal punto di vista economico. Per quanto riguarda gli spazi, dipende dagli alloggi ma mediamente sono ristretti (altro aspetto al quale bisogna adattarsi cercando di badare unicamente alla funzionalità che una camera per studente deve avere). Lo studentato Volturno, di sette piani, è uno dei più ambiti sia per la zona in cui è ubicato (comoda per gli studenti di Medicina, Economia e Lettere), sia per la struttura dei mini-appartamenti comprendenti due singole comunicanti con bagno, cucina e balcone. Dallo scorso anno le matricole borsiste vengono mandate alla San Pancrazio, vicina al Campus (quindi un po' fuori mano per le uscite serali), per poi essere smistate al secondo anno (qualora avessero confermato la borsa di studio). La prima impressione che hanno gli ex "sanpancrazini" giunti in Volturno è ricca di entusiasmo nel passare da uno studentato con cucine in comune per ogni piano ad uno studentato provvisto di una cucina per ogni coppia di coinquilini! Dovranno purtroppo abituarsi ai frighi della Volturno che, a differenza di quelli della San Pancrazio, sono più piccoli; inoltre dovranno provvedere all'acquisto di un ventilatore per la prossima calda stagione poichè in Volturno, sempre a differenza della San Pancrazio, non è mai stato attivato l'impianto per l'aria condizionata (almeno quella calda l'inverno però non manca!). Comoda risulta, invece, la sala lavatrici con asciugatrici annesse: piccolo dettaglio difficile da trovare in abitazioni comuni (anche se, il fatto che siano a gettoni, implica un dispendio economico fisso). Un altro alloggio favorito dalla posizione centrale è l'Ulivi, situato nei pressi del Parco Ducale e provvisto di singole (ovviamente preferite alle doppie). Ma anche in tal caso la cucina in comune con il piano costituisce uno svantaggio... "soprattutto in periodo esami quando vorresti farti un caffè in casa senza dover esibire la tua brutta cera agli altri inquilini" hanno affermato alcuni studenti! I veterani della Volturno, entrati cioè quattro anni fa in coincidenza della riapertura dell'edificio ristrutturato, sono ormai rimasti in pochi e ricordano l'ingresso di quel 1° Ottobre del 2008 come un giorno pieno di aspettative nei confronti della vita collegiale ma anche di paure in vista di un doveroso adattamento a spazi e regole. A volte viene odiata, a volte amata... la vita in casa dello studente è un'esperienza che fa maturare e che segna un percorso unico e irripetibile poichè l'affetto per quei piccoli spazi conduce stranamente ad abituarsi grazie anche a quella sensazione, ricercata dai fuori sede, di appartenenza ad un luogo ormai familiare e accogliente (non mancano le nuove conoscenze facilitate dal contesto). Certo "mangiare nella stessa stanza in cui si dorme non è il massimo", ma almeno per le pulizie non c'è troppo da faticare! Durante il primo anno, quello di apertura dopo la ristrutturazione, la Volturno era animata da feste nelle sale studio dove lo spirito goliardico, tipico delle matricole, regnava sovrano. Ma, man mano che lo stress per gli esami è avanzato, questo spirito ha fatto spazio ad una graduale moderazione degli entusiasmi, frenati anche dall'aggiunta di nuovi divieti da parte dell'Er.Go. Chi ha vissuto la Volturno dall'inizio sa anche quanta fatica si è fatta per la conquista di minimi diritti giunti in ritardo: come la connessione ad internet o un buon funzionamento dell'aria calda. Tra lamentele e spirito di adattamento, i portinai hanno sempre fatto da tramite tra gli studenti e gli uffici Er.Go... a volte scontrandosi con gli stessi inquilini, a volte instaurandovi bei rapporti di complicità e sostegno per le problematiche quotidiane. Che il regolamento Er.Go. sia ferreo e severo è ormai noto a tutti, come noti sono gli svantaggi nel caso di dimenticanze quali, ad esempio, spegnere il frigo se ci si assenta più di cinque giorni: pena sanzioni da pagare che partono da 27 Euro. Ma è anche vero che lo stesso regolamento garantisce ordine, rispetto reciproco e serena convivialità. Inoltre, l'obbligo di mantenimento dell'alloggio, tramite CFU stabiliti da raggiungere ogni anno, incita gli studenti a non adagiarsi sugli allori, stimolandoli a raggiungere i traguardi previsti per una buona carriera universitaria e in tempi ottimali. Questo 1° Ottobre rappresenta, quindi, per molti l'inizio di una nuova avventura e per molti altri ancora una giornata di traslochi da una stanza all'altra o da un alloggio all'altro in vista di un proseguo di un cammino già intrapreso con successo.      

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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