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Marco e Federico: studenti di medicina con la passione per la rievocazione medievale

Direttamente dal Palio di Parma, due praticanti scherma medievale raccontano "quanto sia bello scoprire alcuni lati della storia immergendosi nel contesto in prima persona"

Scherma Medievale

 

La loro associazione (Flumen Temporis) nasce proprio come supporto al Palio di Parma. Ed è per questo che Marco (22 anni, fuori sede di Locorotondo in provincia di Bari) e Federico (23 anni, fuori sede di Taranto) ritengono di essere parte integrante del palio. Entrambi studenti di medicina che riescono benissimo a conciliare gli impegni universitari con le quattro ore serali di allenamento a settimana. E, a quanto pare, queste poche ore sono sufficienti per una pratica costante e precisa.

«È ormai il terzo anno che partecipo al Palio - racconta Federico - ed è sempre un piacere montare l’accampamento in Pilotta e vedere lo stesso scorcio con occhi davvero molto diversi». Ma il palio non è la sola manifestazione che fanno: «Siamo anche attivi nelle zone limitrofi! - spiega Marco – In particolare, nelle due giornate di palio io e Federico, come anche gli altri duellanti della nostra associazione, abbiamo riprodotto duelli con spade a una mano e mezza, spade a una mano e scudo, ascia e scudo, daga e corpo a corpo. Cercando di essere più fedeli possibile alle antiche tecniche che si trovano illustrate sugli antichi trattati». Oltre ai duelli, solitamente l’associazione  adibisce anche la sezione di tiro con l’arco, dove vengono riproposti usi e costumi dei tempi, anche tramite la ricostruzione di ciò che costituisce un campo medievale di una compagnia di ventura: banchetti delle professioni come quella dello speziale o banchi con pezzi di armatura e armi varie, per dare agli spettatori un’idea dell’utilizzo delle varie componenti. «Purtroppo in questo caso non c’è stata l’opportunità di tirare con l’arco con i nostri compagni arcieri, che avrebbero avuto qualche problema dato il poco spazio e la folla» lamenta Federico. La sua passione per la scherma medievale è sbocciata sin dai tempi delle medie, quando scoprì l’esistenza della scherma storica: «Dopo anni passati a leggere libri sui castelli, armi, cavalieri e quant’altro, finalmente il mio desiderio si poté realizzare in secondo superiore, nel 2004 circa, quando a Taranto iniziai a fare scherma per la rievocazione de “Il Matrimonio di Maria d’ Enghien” . Una volta arrivato all’università ebbi la fortuna, tra l’altro proprio grazie al Palio di Parma, di incontrare subito persone con la mia stessa passione e di poter continuare a praticare anche qui questo magnifico sport». Per Marco, invece, la passione per la rievocazione medievale è nata grazie ad amici che la praticavano già: «La cosa che mi ha subito colpito è quanto sia bello scoprire alcuni lati della storia immergendosi nel contesto in prima persona, scoprendo l'importanza dell'essenziale in un mondo ormai capitanato dal superfluo».

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Può, dunque, la rievocazione medievale, includendo scherma e tiro con l'arco, essere definita “sport”? «Non potrei fare a meno di considerarlo tale. – sentenzia Federico - Il tiro con l’arco lo è già, anche a livelli “ufficiali”. Per quanto riguarda la scherma, lo è anche lei. Sicuramente la differenza sostanziale è che, in questo caso, alla pratica sportiva in sé per sé si aggiunge un’attiva partecipazione alla storia. Per quanto riguarda, infatti, l’aspetto che concerne lo studio della vita dell’epoca, sia dal punto di vista militare (armamenti, vestiario, ecc.) che sociale, direi che si potrebbe definire anche un hobby». A tal proposito Marco aggiunge: «Maneggiare un'arma, come una spada o un arco, richiede un allenamento assiduo che possa affinare tecnica e prestanza fisica che questo sport richiede. Per avere il maggior controllo possibile dell’arma, quindi, bisogna impegnarsi. Il fine ultimo dell'allenamento è quello di rendere il più realistico possibile la rappresentazione, garantendo allo stesso tempo un margine di sicurezza per noi duellanti. In altre parole, considerando i vari aspetti che la rievocazione medievale comprende, la definirei un viaggio indietro nel tempo alla riscoperta di qualcosa che nel tempo non è mai cambiato: cioè lo stare insieme fra amici con passioni in comune, divertendosi».

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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