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Sessione di settembre: gli esami che spaventano di più?

Riprendere i ritmi di studio dopo le vacanze estive è motivo di angoscia per molti universitari

Se è vero che la sessione estiva di giugno e luglio è faticosa per i poveri studenti in preda al caldo e alla voglia di vacanze, è pur vero che quella di settembre è anche peggio. Su ogni sessione, in effetti, gli studenti hanno sempre qualcosa da ridire (basti pensare alla sessione invernale post-vacanze natalizie)... ma quella che sta per iniziare è davvero la più temuta in assoluto. Forse perchè la fine dell'estate costituisce di per sé un motivo di angoscia per tutti i giovani amanti di vacanze all'insegna di mare e divertimento; forse perchè a settembre, a differenza di luglio, non vi sono alcune vacanze in prospettiva, bensì l'inizio di un nuovo anno accademico da affrontare... o forse perchè essere diligenti nello studio durante l'estate è talmente difficile che riprendere i libri in mano a fine agosto diviene un'impresa eroica. Fatto sta che questi “forse” ce li hanno chiariti direttamente alcuni di loro: i ragazzi in preda allo studio matto e disperato dei pochi giorni che sono giunti troppo in fretta a separarli dagli esami di questa sessione. Marika (22 anni), studentessa fuori sede di Farmacia, risponde: «Non credo che la sessione di settembre sia la peggiore in assoluto. Quella di luglio è la più sofferta per caldo e stanchezza accumulata durante l'intero anno accademico. Personalmente, però, riesco a rendere meglio a luglio, dato che sono ormai in preda ad un ritmo di studio frenetico. A settembre, invece, sono più rilassata per affrontare qualsiasi tipo di stress con grinta ma sono anche meno nell'ottica universitaria e quindi riesco a dare meno esami». Per gli studenti fuori sede, infatti, si aggiunge il fattore “rientro a casa” che risente dell'ulteriore angoscia di doversi separare nuovamente dalla propria terra (vista ormai come luogo prediletto per le vacanze). Leo (23 anni), studente fuori sede di Informazione scientifica sul farmaco, spiega: «Ogni anno mi ripropongo di studiare costantemente ad agosto, portando con me i libri in valigia ma puntualmente non riesco ad aprirli... o comunque, quando ci riesco, studio in due ore quello che in biblioteca universitaria studierei in mezz'ora! Di sicuro influisce la consapevolezza di essere stanchi dopo la sessione di luglio e, perciò, di meritare un po' di stacco dallo studio. Inoltre a luglio vi è un fattore positivo, cioè quello di essere reduci dalle lezioni che rinfrescano la memoria per le materie d'esame». Dalle parole degli studenti emerge quindi, in conclusione, che la sessione più sofferta resta quella di luglio ma che quella di settembre è indubbiamente la più temuta dal punto di vista del rendimento.

 

 

 

 

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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