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Domenica, 28 Novembre 2021
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ccnl vigilanza privata e servizi fiduciari: una negoziazione difficile

Il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari è scaduto ormai dal 31 dicembre 2015.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday Il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari è scaduto ormai dal 31 dicembre 2015. Il comparto è entrato in stato di agitazione il 18 novembre 2020: dopo aver registrato l’esito negativo del tentativo di conciliazione avviato nell’ambito della procedura di raffreddamento e aver riscontrato ancora la totale indifferenza delle associazioni datoriali per le condizioni di disagio in cui si trovano i lavoratori a causa del mancato rinnovo del contratto nazionale, è stato proclamato lo sciopero generale per il 24 dicembre. Le organizzazioni sindacali hanno poi incontrato le parti datoriali il 12 e il 19 gennaio, senza registrare alcun passo avanti nella trattativa: le richieste della controparte, che sono state respinte, porterebbero a una precarizzazione del settore invece che alla sua stabilizzazione. Per il mercato del lavoro è stata infatti prospettata l’introduzione del lavoro intermittente (prima per tutto il personale, in seguito solo per servizi di sicurezza, steward e buttafuori), un aumento delle percentuali per il ricorso al contratto a termine e di somministrazione e una rivisitazione delle norme sul part time (limiti minimi di orario contrattuale). Per l’orario di lavoro è stato proposto un modello di distribuzione oraria flessibile, da stabilirsi a livello nazionale, che potrebbe portare al superamento dell’orario giornaliero e alla rideterminazione del numero di riposi annuali. Un’impostazione che la Filcams ha giudicato negativamente, pur rendendosi disponibile a trovare una mediazione, partendo dall’esigenza di assegnare al livello decentrato il ruolo di negoziazione, quale unica istanza in grado di valutare realisticamente le necessità di ulteriori flessibilità rispetto al quadro nazionale. Le Associazioni Datoriali hanno respinto fermamente questa offerta, ritenendo che il secondo livello di contrattazione rappresenti un vincolo inaccettabile, e riguardo la classificazione unica hanno riproposto l’assetto esistente con il mantenimento di tutte le differenze (economiche e normative) tra personale decretato e non decretato. I lavoratori non intendono aspettare ulteriormente, affinché le Associazioni Datoriali si ripresentino al tavolo delle trattative, formulando un’ulteriore e stravagante proposta, che sicuramente come le precedenti non sarà vantaggiosa per i lavoratori del settore, chiediamo pertanto di recuperare il tempo perduto di una trattativa tragicomica, che si trascina da circa sei anni e ad oggi in concreto, non ha prodotto nulla. Distinti saluti Angelo Sifrido MANCIN
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