Convegno delle fab13 sull’industria farmaceutica italiana: investono 1 miliardo di euro all’anno nel paese

“La farmaceutica si conferma uno degli asset più importanti per l’economia del nostro Paese e in tal senso, la filosofia del Gruppo Chiesi è quella di promuovere un'offerta farmacologica più sostenibile a livello sociale e ambientale”, spiega Alberto Chiesi, Presidente del Gruppo Case Farmaceutiche Italiane

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Al Senato della Repubblica si è svolto il convegno “Il ruolo sociale dell'industria farmaceutica italiana. Ricerca scientifica, innovazione, sviluppo e occupazione”, promosso dalle 13 aziende di medio grandi dimensioni a capitale italiano (Fab13), aderenti a Farmindustria (Dompè, Menarini, Molteni, Zambon, Abiogen Pharma, Angelini, Recordati, Chiesi, Italfarmaco, Mediolanum, I.B.N Savio, Kedrion e AlfaSigma). Le Fab13 ogni anno investono in Italia 1 miliardo di euro. Le Fab13 non chiedono aiuti di Stato, ma solo la stabilità delle regole al fine di mantenere in Italia la produzione e continuare a garantire occupazione e sviluppo come fatto fino ad oggi. Dai lavori è emersa l’importanza del ruolo sociale dell’industria farmaceutica italiana quale vero e proprio volano per la crescita del nostro Paese e dell’Europa. Nel corso dell’evento è stato presentato l’aggiornamento a ottobre 2019 del Rapporto Nomisma “Industria 2030. La farmaceutica italiana e i suoi campioni alla sfida del nuovo paradigma manifatturiero”, dal quale risulta che l’Italia è tra i primi produttori di farmaci dell’Unione Europea insieme alla Germania, con oltre 31 miliardi di euro.

RAPPORTO NOMISMA: ITALIA PRIMO PRODUTTORE IN UE DI FARMACI

Numeri rilevanti riguardano anche le esportazioni di medicinali, che nel 2018 hanno toccato i 25,9 miliardi di euro (+4,7% rispetto al 2017). La prospettiva per il 2019 è positiva, come confermano i dati del primo semestre, che indicano un aumento da 12,6 dello stesso periodo del 2018 a 16,1 miliardi. La farmaceutica è uno degli asset più importanti nell’economia italiana e presidia molto bene i mercati internazionali. All’interno di questo settore si distinguono per aumento del volume di affari, redditività, volontà e capacità di investimento le 13 imprese di medio grandi dimensioni a capitale italiano, Fab13.

FATTURATO IN CRESCITA PER LE FAB13, CON 43MILA ADDETTI

I ricavi aggregati delle Fab13 continuano nel trend di crescita evidenziato negli ultimi dieci anni e arrivano a circa 11,6 miliardi nel 2018 (+4% sul 2017). È il fatturato estero a trainare l’incremento complessivo del giro d’affari, con più 6,2% rispetto all’annualità precedente e rappresentativo del 68,6% delle vendite. Sono 43mila gli addetti, cresciuti a livello globale di quasi 1.400 unità in un anno (+3,3%). L’espansione ha riguardato principalmente le sedi estere delle Fab13, laddove all’interno dei confini nazionali i livelli di occupazione sono rimasti pressoché stabili (-0,6%), dopo anni di graduale consolidamento: la componente italiana impiegata nelle attività si attesta al 35,2% del totale nel 2018. L’Italia continua a rappresentare la scelta localizzativa prioritaria delle Fab13 per quanto riguarda le attività a maggior valore aggiunto, la base da cui prendono avvio i processi decisionali e la spinta all’innovazione (headquarter e ricerca).

INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO

La volontà di proseguire in un progresso a lungo termine è testimoniata dall’aumento degli investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo. Nel 2018 la cifra complessivamente stanziata dalle Fab13 ha superato il miliardo di euro, facendo registrare un incremento del 10,8% rispetto al 2017. Le Fab 13 hanno quindi investito l’8,7% dei ricavi in Ricerca e Sviluppo nel 2018. "Se dovessimo assegnare due colori al settore farmaceutico, sarebbero il verde ed il rosa", ha spiegato Lucia Aleotti, azionista e membro del CdA del Gruppo Menarini. "Verde per gli investimenti che facciamo per garantire l'altissima compatibilità ambientale dei nostri siti produttivi, rosa per la forte presenza femminile, pari al 42% di 67.000 addetti. Continuiamo ad investire e a creare occupazione in Italia, e al Governo chiediamo solo stabilità. Ogni volta che le autorità intervengono sui prezzi dei nostri farmaci, infatti, i nostri equilibri industriali vengono stravolti, e con essi la nostra capacità di investire e dare lavoro". “La farmaceutica si conferma uno degli asset più importanti per l’economia del nostro Paese e in tal senso, la filosofia del Gruppo Chiesi è quella di promuovere un'offerta farmacologica più sostenibile a livello sociale e ambientale. Per questo siamo orgogliosi di aver ottenuto la certificazione B Corp”. Lo ha dichiarato Alberto Chiesi, Presidente del Gruppo Case Farmaceutiche Italiane. Sandra Zampa, Sottosegretaria alla Salute, ha sottolineato “l’importanza del ruolo sociale del comparto farmaceutico italiano, in cui il rapporto tra imprese e istituzioni è fondamentale. Il sistema regolatorio, infatti, è molto complesso e per questo è necessario allinearsi il più possibile con i Paesi virtuosi, in un contesto di reciproca fiducia e collaborazione”.

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