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Allontanato dai genitori per uno schiaffo

Una episodio dai contorni poco chiari che si è verificato nel 2014: dopo una lite i genitori si trovano con il figlio preso in custodia dai servizi sociali. Ora hanno deciso di far valere le proprie ragioni

Una storia poco chiara quella verificatasi il 2 aprile del 2014, circa tre anni fa. Coinvolta una famiglia residente a Parma, precisamente uno dei figli di due genitori che hanno passato davvero un brutto quarto d'ora. E forse anche di più. Perché il loro ragazzo, all'epoca di dodici anni, non tornava a casa nonostante fosse uscito da scuola. Come ogni genitore, come ogni madre, la sua, preoccupata, comincia ad allertare il mondo che circonda il ragazzo, chiamando amici e scuola. Il risultato delle indagini è stato assolutamente insufficiente, perché alle domande della signora, nessuno aveva dato una risposta. Se non i compagni di classe che hanno raccontato alla signora una storia brutta. Il ragazzo era stato picchiato. (storia che racconterà anche più tardi con qualche particolare in più).

Come comprensibile, la notizia getta nello sconforto la madre che cerca sostegno nel marito. Si attivano le ricerche ma sono infruttuose perché nessuno riesce ad avere notizie del ragazzo. Dopo qualche ora, i genitori ricevono una chiamata dagli Assistenti Sociali  che comunicano loro di aver preso il dodicenne e di averlo sottoposto a un colloquio, come da prassi. E questo colloquio getta ancora ombre sulla storia che abbiamo appreso nella sede del Movimento Nuovi Consumatori. Infatti, alla presenza di Filippo Greci, c'erano anche i genitori vittime, assieme al figlio, di questa boutade. Quando riabbracciano il figlio però, inizia il peggio. Durante il colloquio, il ragazzo ha raccontato di essere stato picchiato dal padre che lo avrebbe preso per il collo e buttato sul letto, facendolo soffocare per una punizione.

Non aveva fatto i compiti e alla base dell'ira del genitore, ci sarebbe proprio questo. Ma il padre davanti ai giornalisti spiega che il suo era solamente un diverbio ingigantito dal figlio che aveva reagito al consiglio paterno. Il genitore suggeriva di fare i compiti invece di passare il tempo davanti al pc. Il bello è che prima di raccontare questo litigio, ridimensionato dal padre e dalla madre, il ragazzo aveva raccontato di essere stato picchiato da quattro incappucciati, secondo la versione riferita dai genitori presso la sede del Movimento Nuovi Consumatori.

Una storia di liti in famiglia, banalmente trasformatasi in una 'sceneggiata' che ha avuto contorni molto più tragici. Perché ai genitori veniva consegnato un provvedimento secondo cui si doveva "disporre temporaneamente e per il tempo necessario, la permanenza del minore in un centro di accoglienza". Due giorni fuori casa, senza un apparente perché. A distanza di anni, tramite il Movimento Nuovi Consumatori, i genitori richiedono un risarcimento danni, scagliandosi contro l'Istituto scolastico e i firmatari di quel provvedimento. "Un comportamento superficiale - dice Greci - da parte del Comune e dell'Istituto scolastico. Come padre rimango pietrifcato davanti a un evento del genere, andremo avanti, percorrendo ogni strada".

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