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25 aprile. I movimenti a Pizzarotti: 'Chi sgombera è fascista'

Corteo del 25 aprile per ricordare la Liberazione dal nazifascismo. Parma, città medaglia d'oro della Resistenza, si mobilita. Autorità, associazioni combattentistiche, semplici cittadini, movimenti sociali e di lotta per la casa

Corteo del 25 aprile per ricordare la Liberazione dal nazifascismo. Parma, città medaglia d'oro della Resistenza, si mobilita. Autorità, associazioni combattentistiche, semplici cittadini, movimenti sociali e di lotta per la casa. Tutti insieme per ricordare il 25 aprile. Un partecipato corteo si è mosso stamattina alle ore 10 da piazzale Santa Croce per giungere in piazza Garibaldi, dove si sono svolti gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni cittadine.

Una parte del corteo, lo spezzone di fondo composto da movimenti, gruppi e dalla Rete di lotta per la casa, invece ha deviato il percorso arrivando in Piazza Ghiaia, denunciando il fatto che è stata privatizzata. Durante il corteo sono stati lanciati slogan contro il sindaco Pizzarotti: "Pizzarotti, nè destra nè sinistra. Chi sgombera le case è sempre un fascista" e contro il premier Matteo Renzi.

VIDEO: GLI SLOGAN DEGLI ANTAGONISTI

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"No all'indifferenza, sì all'impegno civile e politico. Così il sindaco Federico Pizzarotti ha voluto rinnovare i valori che hanno informato la resistenza, rendendoli attuali ed ha citato Giacomo Ulivi e Antonio Gramsci. Il primo cittadino ha voluto ricordare anche la figura di Nico, "persona dell'Oltretorrente che ha combattuto nella sua esistenza per portare avanti i propri ideali nella quotidianità". "La nostra società è fondata su giustizia e libertà individuali - ha proseguito il primo cittadino citando Giacomo Ulivi. Non dobbiamo perderci nell'indifferenza - ha rimarcato il sindaco citando Gramsci - in quanto l'indifferenza non è vita, per essere cittadini è necessario impegnarsi costantemente facendo il proprio dovere e rispettando le regole, solo così ci troveremmo oggi a non rincorre i bisogni ma in una società più giusta". Ed ha fatto alcuni esempi: se tutti pagassero le tasse, se tutti non sporcassero la città e non parcheggiassero in doppia fila ci sarebbe più rispetto e considerazione.

Il presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli, ha rimarcato il fatto che proprio in tempi di crisi i totalitarismi si imposero in Europa. "Oggi il vecchio continente - ha spiegato - è attraversato da forti tensioni e da una crisi profonda. Per questo, è necessario garantire il lavoro come diritto di cittadinanza e dignità, basata sulla partecipazione. E anche oggi, come fecero in passato i Partigiani, ci deve essere l'impegno ad andare oltre gli interessi personali per una società più equilibrata che guardi al proprio futuro con speranza". Matteo Lazzara, presidente della Consulta Studentesca, si è soffermato sull'attualità dei valori che hanno informato la Resistenza. "Con il loro impegno - ha detto - i Partigiani hanno difeso quegli ideali che hanno dato vita ad una nuova nazione, l'Italia in cui viviamo. E' nostro compito scrivere il futuro in base ai valori che ci sono stati trasmessi, valori eterni che vogliamo attualizzare ogni giorno. Per questo diciamo no all'indifferenza ed alla paura contro le ingiustizie e ci richiamiamo ai valori della Costituzione. La battaglia partigiana è la nostra sfida del quotidiano con la fiducia in noi stessi e nei cambiamenti".

L'onorevole Giovanni Bianchi ha tenuto l'orazione ufficiale richiamandosi ai padri della Patria, alla Costituzione ed ai valori che hanno tratto spunto dalla Resistenza. "Una Costituzione - ha detto - che ha trovato il proprio minimo comune denominatore nell'antifascismo". Ha ribadito la centralità del lavoro e, citando Sandro Pertini, ha detto: "non ci può essere vera libertà senza giustizia sociale e viceversa". E l'esempio dei lavoratori della Falc di Sesto Sangiovanni, nel 1944, ne fu un esempio con il primo sciopero e la conseguente condanna ai campi di concentramento per molti di loro. "Non lasciateci rubare la speranza - ha concluso l'onorevole citando Papa Francesco -. E' necessario continuare un percorso iniziato 70 anni fa anche a livello europeo. Così come vi fu un'Europa della Resistenza, è oggi necessario ripensare ad essa in sintonia con i ritmi della nostra Costituzione affinché la memoria del 25 aprile non resti solo memoria"

Alle 12 i rintocchi solenni della campana della torre civica sono risuonati in tutta la città. E' seguito "Il silenzio del mare", letture sulla Resistenza di Vercors sotto i Portici del Grano.

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