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"La mia vita tra carcere e strada": il dramma di un 55enne

La drammatica storia di Gianni (nome di fantasia). Perde il lavoro, commette i primi reati poi sconta il debito con la giustizia. Ora vuole ricominciare ma ricorda quei momenti: 'Ora dormo in stazione, non voglio più tornare in quell'inferno"

Gianni (nome di fantasia), un passato tra carcere e strada, un futuro ancora da costruire. Dopo essersi trasferito a Parma nel 2000 da Benevento per motivi lavorativi ha perso il lavoro e si è ritrovato senza soldi per sopravvivere e senza soldi da spedire alla famiglia. Per cinque anni ha svolto l'impiego di muratore in nero presso una ditta della provincia di Parma. Abbiamo incontrato Gianni alla stazione di Parma, dove aveva trovato un riparo per la notte.

Gianni, come si svolgeva il tuo lavoro a Parma? "Lavoravo nei cantieri per 10-12 ore, non avevo tempo per fare altro ma ero soddisfatto di quel che facevo. Il responsabile non ha mai voluto regolarizzarmi: così dopo cinque anni sono arrivati i primi licenziamenti io fui il primo. Ufficialmente non esistevo, a livello lavorativo e non mi sono potuto opporre, come invece hanno fatto i miei colleghi con scioperi e manifestazioni: avevano anche bloccato i cancelli in più occasioni. Hanno ottenuto una buona liquidazione, io invece niente. Sono tornato a zero, come quando sono arrivato a Parma".

Dopo cos'è accaduto? "Non sono riuscito a trovare un altro lavoro, l'ho cercato per due anni. Poi, ad un certo punto non saprei nemmeno dirle il perchè, ho iniziato ad effettuare furti. Durante un tentativo di furto all'interno di un appartamento fui fermato dai poliziotti, arrestato e poi condannato. Scontai tutta la pena presso il carcere di via Burla a Parma. Poi, una volta uscito, vissi tra la strada e il carcere, rendendomi colpevole di altri piccoli reati. Ora sono fuori da quelle mura da quattro anni ma non ho un lavoro, non so dove andare e quindi continuo a dormire per strada, ad arrangiangiarmi come posso ma ho detto basta alla via della criminalità. Ho perso moglie e figli per questo motivo, ho trascorso tempo in carcere: ho capito la lezione. Il carcere non riabilita? Sicuramente no, non sono io a dirlo ma nel mio caso è stata una scelta personale: non voglio tornare in quell'inferno". 

Dove vivi ora? "Tra la stazione ferroviaria di Parma e altri luoghi di fortuna, come alcune cascine abbandonate. Mi sposto in bicicletta quando voglio stare un pò in disparte. Non commetto più reati, cerco di sopravvivere mangiando alla Caritas e rivolgendomi ai volontari in stazione". 

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