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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Choc nel carcere di via Burla: detenuto tenta di strangolare un poliziotto

L'episodio sarebbe avvenuto verso mezzanotte del 24 gennaio

Gravissimo episodio all'interno del carcere di via Burla a Parma. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp un detenuto del circuito AS3 avrebbe cercato di strangolare un poliziotto penitenziario.

Il detenuto, sottoposto alla sorveglianza particolare, avrebbe approfittato dell’apertura della cella per una terapia sanitaria d’urgenza per uscire nell’androne esterno e avrebbe tentato di strangolare con le mani un poliziotto penitenziario. Solo le “preghiere” dell’agente che, pressochè soffocato dal detenuto, è riuscito a riferirgli di avere due bambini in tenera età, avrebbero fatto cessare la violenza.  

"Peraltro e ferma restando la gravità dell’episodio - si legge in una nota - rispetto alle  condizioni del carcere di Parma occorre specificare la reiterata ed irrisolta (benchè da notevole tempo a conoscenza dei competenti organi del Dipartimento) precarietà delle condizioni organizzative e gestionali della struttura laddove: 1) a fronte dei circa 700 detenuti presenti di pressochè tutte le tipologie compreso il 41bis, con l’organico stabilito in 461 unità di Polizia 
penitenziaria ne vengono amministrate 407 ma ne sono disponibili solo 380 e tenuto conto dell’apertura di un nuovo padiglione detentivo (senza integrazioni nell’organico) le carenze giornaliere nella copertura dei posti di servizio essenziali non sono inferiori alle 70/80 unità; 2) il Personale di Polizia penitenziaria addetto alle visite sanitarie programmate a volte svolge servizio continuativo anche per 14-15 ore consecutive (sic!);  3) un unico appartenente ai ruoli direttivi della Polizia penitenziaria svolge contemporanee funzioni di Comandante del Reparto e di Coordinatore del Nucleo Operativo Traduzioni; 4) per un istituto penitenziario di tale rilevanza c’è un unico e solo dirigente dell’Amministrazione quale direttore dell’istituto, attualmente in assenza giustificata, e senza alcun vice direttore; la supplenza nelle funzioni verrebbe svolta da un altro dirigente si reca in missione a Parma per uno o due giorni a settimana (sic!)".

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